Fuori fase

E’ una di quelle sere in cui vorrei non pensare così tanto. Mi metto le cuffiette alle orecchie e la modalità shuffle del lettore mp3 pesca Nutshell degli Alice in Chains. Reclino la testa indietro e chiudo gli occhi mentre le prime note prendono forma. Espiro. Non so davvero come sbrogliare questa matassa.
Non sopporto gran parte delle persone che hanno legami di sangue con me ed è naturale che questo sentimento si acuisca dopo il ponte pasquale, quando nemmeno io posso esimermi da averci un pò a che fare, per buona creanza, se non altro. Non sto simpatico ai miei parenti e loro non suscitano in me migliori sentimenti, cosa abbastanza naturale visto che sono nato e cresciuto in mezzo a faide e altre sciocchezze di ogni tipo. Anche se non lo confesserei mai, soffro la competizione con buona parte di loro. Loro sono quelli con i successi da sciorinare ad ogni piè sospinto, successi in parte meritati in parte no, mentre io ai loro occhi sono più o meno un fallito. Giovane, ma non più così tanto. Una laurea ancora da conseguire troppo tempo ritardata e forse troppo ambiziosa, oltre le mie reali capacità. Esperienze lavorative varie, complicate, in cui mediamente ho investito più di quanto ho ricevuto. E infatti da un paio di mesi mi hanno lasciato ancora una volta a spasso. Mi hanno ricontattato, sempre loro, per un altro impiego a tempo determinato proprio un paio di giorni fa, giusto per rimettermi nell’organico visto che tanto male non ero e avevo solo il difetto di avere il Tfr più basso della compagnia danzante, ma il fato ha voluto che ne frattempo mi sia rotto un dito della mano, quanto basta per non passare la visita medica del lavoro, visto che tecnicamente ho bisogno di due mani per questo mestiere. Forse è meglio così. Mi dedicherò a tempo pieno agli studi finchè basteranno i fondi che ho risparmiato in questi anni di lavoro. Poi farò il fascinoso squattrinato.
I miei genitori sono delusi da me. Qualche volta me l’hanno anche detto, oltre che a farmelo capire. Eppure mi vogliono bene e io ne voglio loro, anche se sono troppo diverso da mia madre e assomiglio troppo a mio padre. Da sempre hanno riposto tutte le loro speranze su di me, il figlio intelligente con la prospettiva di elevarsi un pò da tutta questa mediocrità che ci sta attorno, quindi non si capacitano di come abbia fatto a finire in questo limbo pericoloso. Effettivamente nemmeno io lo so. Ho accumulato un mucchio di scelte sbagliate perchè mi sono ostinato a prenderle da solo, accecato dalla volontà di ottenere indipendenza, libertà e autodeterminazione con la stessa foga e precipitazione con cui un tossico cerca la sua dose. Non ho problemi ad ammettere di aver sbagliato di grosso le mie valutazioni e ora pago il conto.

Qualcuno mi ha detto che potrei essere depresso. Penso di non esserlo, però è probabile che ci sia qualche cosa che non va.

Altri mi dicono che una donna potrebbe essere un toccasana per me. Non però una di quelle ragazze che ogni tanto di trovo, più per noia che per altro, attratte solo dal mio bel faccino e dal tutto e subito senza un domani. Senza dovermi vivere nel domani. Forse hanno ragione. Anzi, vorrei una relazione stabile. La immagino carina, perchè conosco già virtù e vizi delle belle che non ballano, piena di interessi e voglia di non fermarsi alle mie apparenze Soprattutto con la quale io non mi senta tremendamente inadeguato, visto che questo è il motivo per cui scientemente ne scelgo sempre di diverse da come realmente vorrei.

C’è una ragazza, mezza sudamericana, che mi ha detto che sono incasinato e fuori fase e questo è un peccato perché dice che ci piacciamo. Invece la fase è questa qui ed è meglio se lasciamo stare. Lo avevo già fatto prima che me lo dicesse, in realtà.

Fuori fase, ma non illuso. E’ questo uno dei miei grandi problemi, in effetti.

Soundtrack: Alice in chains- Nutshell

image

 

Annunci