Sliding doors (se si aprissero prima o poi, anche meglio)

La sensazione di aver sbagliato strada da imboccare io me la rappresento come la reazione fisica che si ha quando d’estate inspirate velocemente tanta aria calda e secca e poi espirando sentite un leggero, ma persistente, bruciore all’interno della cavità nasale e della gola. Da dentro.

Io sono un maestro in fatto di strade sbagliate, non che della cosa mi vanti, sia chiaro. Considerando la carta anagrafica sarei anche un docente estremamente al di sotto dell’età media del corpo scolastico di questo benamato Paese.
Ultimamente, improvvisamente, mi è capitato di dovermi fermare. Ed io se mi fermo, macino pensieri. La cosa non mi è piaciuta per niente a dirla tutta ed ora mi è chiaro perchè negli ultimi anni io abbia sempre cercato di occupare ogni minuto di ogni giornata con qualcosa da fare che non mi lasciasse solo con la mia nèmesi.

Vorrei davvero cambiare tante cose della mia vita. Più di volerlo, lo anelerèi proprio nel senso etimologico classico di arderei per farlo.
Il problema, signore e signori, è che non so in che direzione andare. Se mi fermo e mi guardo indietro, a parte la mia schiena, vedo una fila di decisioni prese da me e da me spesso, ma non volentieri, sbagliate. A sapere il finale della storia, farei studi diversi, accetterei lavori che ho declinato e declinerei alcuni tra quelli accettati. Obbligherei quelli che potevano darmi un consiglio, e non lo hanno mai fatto, a farlo. Non mi lascerei scappare alcune donne e di altre non vorrei nemmeno aver salvato il numero di telefono la prima volta.
Insomma, faccio ormai incubi ad occhi aperti in cui mi trovo in una stazione che porta appresso il mio nome e in cui perdo puntualmente tutti i fatidici treni in transito.
Ogni tanto penso ad un mucchio di persone che conosco, non necessariamente così brillanti, che effettivamente hanno trovato la loro via, una ragion d’essere, un pò per caso, un pò forse perchè ben consigliati e mi chiedo dove sta il loro segreto.
Potrei essere nato nel posto sbagliato, nel momento sbagliato? No, mi sto prendendo in giro. Ogni luogo e ogni epoca potrebbero calzarmi a pennello. Non mi mancherebbe nulla, potenzialmente. Eppure…
C’è una certa dose di fascino nel non sapere dove si stia andando, ma anche di intima paura e sarei sciocco a negarlo. I prossimi mesi saranno decisivi per indirizzare questa mia vita e lo so. Spero solo, una volta tanto, di azzeccare una scelta. O magari un paio.

Trattate bene questo post, non so se sarò mai più così sincero e personale con voi.
Ma tornerò presto ad essere un cazzone così come avete probabilmente imparato a conoscermi e così come presumo mi figurate al di là del mio Avatar.
Fuor di ogni dubbio, a titolo informativo, posso ad esempio diradare alcune obnubilate menti riguardo uno dei dubbi atavici che attanagliano dall’origine l’uomo (uomo maschio, con il pistillo): se avete un dubbio e necessariamente vi trovate a dover operare una scelta escludente su una donna e vi basate sull’aspetto fisico, tra un bel culo e un bel paio di tette scegliete sempre il primo. E’ indice di qualità ISO 9001, a differenza delle seconde che possono facilmente ingannare.

Soundtrack: Billy Idol- Shock to the system

Tante belle cose a tutti.

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15 thoughts on “Sliding doors (se si aprissero prima o poi, anche meglio)

  1. Col senno di poi probabilmente molti di noi cambierebbero tante cose della propria vita ma credo che il bello sia proprio questo, non esiste il tasto rewind e dobbiamo vivere quello che possiamo quando possiamo. Perché poi potrebbe essere tardi. E lo stesso vale per le scelte.
    Ci stanno momento di riflessione di questo tipo ma penso anche che arrovellarsi troppo su questi pensieri sia controproducente, ci fa sfuggire da sotto gli occhi quello che stiamo incrociando in quel momento.
    Che potrebbe essere una futura sliding door, non trovi?

  2. Voglio dire una ovvietà: quello che hai vissuto, brutte esperienze ed errori compresi, hanno contribuito a fare di te quel che sei (nel bene e nel male). Oltretutto sei giovane, con la possibilità di reinventarti, se lo vorrai.
    Avere dei ripensamenti a 40, ti assicuro, è parecchio più frustrante e ti dà la fortissima sensazione di essere in trappola.
    In bocca al lupo!

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