21 thoughts on “Persone irritanti. Io, ad esempio.

  1. Probabilmente è vero che serve un dramma alle persone, che serve un demone da creare per convincerci che siamo dei combattenti, per convincere prima sè stessi, autocompiacendosi o autocommiserandosi, poi per convincere gli altri. Forse tirare fuori l’amore, le relazioni, i conflitti amorosi è la cosa più facile e scontata che viene di fare alle persone. Soprattutto quando si prova a farsi conoscere, sfruttando il comportamento che gli altri hanno avuto con te: sono così sensibile perchè mi hanno ferita, sono così diffidente perché ho preso l’inculata tante volte, sono aggressiva perchè ho imparato a difendermi. E via dicendo.
    A te per esempio piace fare la parte dell’antagonista nelle storie delle persone. Abbiamo tutti un demone da combattere.

  2. Mi permetto di segnalarti che il vizio è all’origine: mai mi sarei seduto con un ragazza per un regalo di laurea. Meglio una birra con il primo sconosciuto che passa per strada.
    Detto questo, resti uno dei motivi per cui non ho ancora chiuso con wordpress.

    • Ah beh, ti ringrazio per questo complimento ;)
      Lo so, lo so. Scegliere un regalo e doverlo fare a tu per tu con una donna può essere un’idea decisamente non azzeccata. Nel mio caso è stato così, ma soprattutto per…lei.

  3. Un bel post. Da persona altrettanto irritante (come effetto secondario) ed irriverente, un po ti capisco.
    Io credo che in realtà la parola “irriverente” comporti si (come giustamente dici), un sapore vagamente intellettualoide di sinistra, ma è solo una nostra accezione recente. Dovuta ad un modello autocostruitosi dagli intellettualoidi di sinistra, appunto. Nella accezione più profonda (e vera, secondo me) del termine dobbiamo comprendere chiunque proceda secondo un proprio metodo di giudizio fregandosene degli schemi e delle convenzioni (incluse quelle di sinistra, dunque), non rispettandole o comunque non sentendole come proprie (è pura utopia fregarsene di tutto e di tutti). Questo non necessariamente provoca irritazione negli altri. Il vero irriverente attacca le convenzioni, ma non a prescindere. Non solo per il gusto di farlo. Quelli sono gli “anticonformisti”, che sono altro. Un tipo di persone che non amo, onestamente.
    Non so se sono riuscito a spiegarmi.

    • Sì, direi che la spiegazione era esauriente. Ti ringrazio. Resto dell’idea di essere sia irritante che irriverente, aspirazioni sinistroidi politicamente parlando a parte. Ciao,

      • A me non sei sembrato irritante. Non in questa occasione che hai raccontato, almeno. O se lo sei stato, avevi i tuoi motivi. O forse ti “appoggio” perchè sono simile. Per quanto mi riguarda, il lato del mio carattere che spesso fa irritare la gente è in realtà un modo di ironizzare difficilmente comprensibile. Nasce dalla mia convinzione che per scherzo si possa dire di tutto. Specie le cose che non sono vere. Dare dello scemo ad uno scemo non è scherzare, ma offendere. Il che è un’altra cosa.

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