Throwback Tuesday: Omen nomen

Omen nomen, locuzione latina traducbile con “il destino è nel nome”, derivante dalla credenza secondo la quale, per l’appunto, ognuno di noi porta nel suo nome l’indicazione del proprio futuro.

Quindi oggi vi parlerò del mio nickname qui su WordPress.

Love2lie.

*

Qualcuno nel tempo me ne ha chiesto il motivo, altri hanno avanzato ipotesi (la più gettonata rimanda al ritornello di una canzone di Rihanna di qualche anno fa. Suvvia, vi sembro uno che ascolta Rihanna?). In realtà io non l’ho mai svelato a nessuno. In parte perchè non c’è molto da svelare, in parte perchè sono uno scontroso introverso umorale del cazzo e non mi andava di concedere questa grazia.

Fondamentalmente nella scelta del nickname scartai le ipotesi che includevano il mio nome, il codice fiscale o qualsiasi altro dato personale. Anche soluzioni allusive o idiote furono scartate.

Non mi restò che unire due delle parti migliori di me: l’uso della fantasia e l’abilità nel richiamare alla mente i ricordi.

Insomma, con la pagina dell’iscrizione a WordPress aperta davanti agli occhi feci un rapido balzo temporale indietro, all’estate dei miei diciannove anni.

Quell’anno io e un mio amico, più grande di me, andammo in vacanza da soli al mare. Convincere i miei non fu difficile perchè in fondo di me si fidavano e se anche non si fossero fidati sapevano che non gli avrei dato ascolto e sarei comunque partito. Il nostro piano era “fare la stagione”, cioè lavorare per pochi spiccioli in un ristorante durante il giorno per poi spendere tutto il bottino racimolato tra l’alloggio (lussuosissimo, al punto che avevamo un letto in due e facevamo i turni per chi stava a terra su un materassino gonfiabile col cuscino a forma di alligatore) e le feste qua e là ogni santissima sera.

Tendenzialmente quel lavoro, oltre a coprire le spese, serviva, secondo il mio amico, come arma tattica da abbordaggio. Era un ristorante a prezzi popolari (e dove altro ci avrebbero preso a lavorare a due con le facce come le nostre?) e a ridosso del tratto di spiaggia libera più grande: ergo, ci entravano molti giovani, soprattutto stranieri. Soprattutto straniere. Insomma, secondo il mio amico, noto guru dell’amore di quegli anni che acchiappava molto più di me e quindi aveva tutta la mia stima e, ancora oggi, sentita riconoscenza, potevamo sfruttare qualche incontro “casuale” per poi essere avvantaggiati nel momento in cui avremmo incontrato le sventurate fanciulle in giro la notte. Ovviamente aveva ragione e non fu raro quell’estate partecipare a festicciole e falò sulla spiaggia in cui noi due eravamo gli unici italiani. Lui, come detto, aveva più successo con le ragazze. Era più grande, più spigliato e si portava appresso un’esimia faccia di bronzo. Io ero agli albori di…tutto e timido da parte di padre. Ma mi accontentavo di stare in seconda linea e beccarmi qualche “rimbalzo” del mio amico, noto anche come Hitch, colui che ne capisce di donne. Per farla breve, e qui arrivo al dunque della domanda che oggi mi sono posto da solo, un giorno a pranzo entrarono due ragazze. Erano clienti abbastanza abituali, al punto che addirittura io mi intrattenni fuori dal locale a parlare con una delle due, che mi piaceva pure. Era una francesina con un pò di lentiggini e i capelli castani mossi. Stavamo parlando del più e del meno quando la sua amica uscì e le fece cenno di andare. L’altra non era francese, perchè le parlò in inglese.

 

“Don’t trust him, he’s italiano, he’s gonna tell you a million lies!”

* Ecco spiegato in breve il motivo del mio nickname. Mi tornò in mente questa storia al momento di inserire il mio username. In fondo le bugie (lies) non sono poi così estranee alla mia vita.

Ho messo l’asterisco se volete bypassare la storiella e arrivare subito in fondo. Però secondo me è divertente, dai.

bugia
Soundtrack: Rollins band-Liar

 

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15 thoughts on “Throwback Tuesday: Omen nomen

  1. Quindi non vuol dire che menti ma che hai memoria di un preconcetto espresso da una giovane donna al mare, la quale intendeva distrarre la tua preda francese dai tuoi favolosi occhi. La domanda è: chi mentiva? Ops.

  2. Bene, ha parlao l’inglesina, che gli inglesi hanno la nominata di essere freddi… Magari potevi risponderle :If you need a lot of heat, dear lady, I’m very Italian gentleman!”

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