“Vedi tu, che sai”

Vedi tu.

La frase minima che mi fa girare le scatole da un quarto di secolo.

Arriva mio zio Tizio, mi porta un plico di carte di una cinquantina di pagine e mi dice se posso dare un’occhiata io a questa cosa, che secondo lui ne so.

Ora, la “cosa” in questione non è una cosa piacevole, che so io, come la mal riuscita locuzione a cui si fa ricorso per indicare l’organo riproduttivo femminile nei discorsi tra adolescenti impacciati. “L’hai vista allora?” “Che cosa?” “La cosa, no?”.
No, la cosa che mi hanno proposto di visionare in questo caso è purtroppo solo la valutazione catastale di una casa. Una vecchia bifamiliare abbastanza grande ma con necessari lavori di ammodernamento da fare che era di mio nonno materno e ora appartiene ai suoi quattro figli: Tizio, che vive già in metà di questa casa e vorrebbe acquistarne la totalità, le sorelle Caia e Sempronia e mia madre.
Il riparto delle quote, già avvenuto in sede di successione è: 3/6 Tizio, 1/6 a testa alle sorelle, che vivono tutte da altre parti.

Vedo io. Di cosa? Di fare una valutazione a occhio del valore delle quote che Tizio vorrebbe liquidare alle altre tre. E vedo io di questo, perchè so. Nonostante non sia neanche geometra o ragioniere. So a prescindere. A prescindere anche dal compenso da dare a un vero professionista. In fondo è la famiglia, quindi per amore della pace un occhio lo butto e non ci metto nemmeno tanto a trovare una soluzione, informale e provvisoria, che sottopongo ai quattro. E’ bastato dare uno sguardo al valore venale dei beni a catasto, scomputare il corposo preventivo del geometra sui lavori previsti (lui sì uno che dovrebbe saperne) e dividere per le quote con un pò di approssimazione.
Sono 9.800 euro a testa per le tre quote che a Tizio mancano. Gli dico e lui propone di metterne 10.000 per arrotondare e chiudere subito.

Ho anche già il contatto con il notaio che può mettere tutto nero su bianco ad un prezzone, perchè di questi tempi, che ci crediate o no, anche dai notai ci sono i saldi perchè col crollo dell’edilizia anche loro stanno relativamente in crisi di lavoro.

Bene, no? No.

Mia madre è d’accordo, Tizio ovviamente anche, le zie Caia e Sempronia no.

Premessa tardiva, ma necessaria. Io ho un rapporto pessimo con larga parte dei miei consanguigni. In particolare, Caia odia mia madre per arcaiche vicissitudini, Sempronia odia me.

In parole spicce dicono che in primis le sto fregando nella valutazione, in seconda battuta che tutto sommato forse loro vorrebbero restare proprietarie di 1/6 di quella catapecchia anche in futuro, pur avendo già una loro casa.
Va bene, faccio una copia delle carte che dovrebbero già avere e gliele consegno, sottolineando che comunque anche al Monopoli per costruire le casette bisogna possedere tutte le stazioni di uno steso colore, quindi che facciano i loro calcoli.

Io me ne PonzioPilato, mi ci lavo le mani.

Mi chiama oggi mia madre. E’ arrivato il risultato della valutazione che hanno fatto fare Caia e Sempronia per conto loro.

9.300 euro a quota.

Ma in fondo io che ne so? So dove mi manderei tutti quanti.

“È molto più facile dividere dei fratelli che dei campi.” (proverbio cinese)

[Tizio, Caia e Sempronia non sono veramente i nomi dei miei zii materni, anche se sarebbe divertente. E’ solo perchè nei libri di testo si esemplifica così.]

Annunci

11 thoughts on ““Vedi tu, che sai”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...