Ricominciare a correre

Era da un pò di giorni che avevo deciso di ricominciare a correre, ma il clima serale avverso di questo periodo non me lo permetteva. Inoltre non volevo starmene al chiuso di una palestra a far rullare il nastro di un qualsiasi tapis roulant, desideravo stare all’aria aperta.
Avevo già in mente la location ideale, la pista di atletica della mia vecchia scuola.
Erano anni che non ci andavo ed è rimasta così come me la ricordavo, solo con qualche erbaccia alta in più lungo i bordi.
Non appena allacciate le scarpe da ginnastica ho iniziato a correre. Senza stretching, senza riscaldamento. A perdifiato. Smània da stamina crescente, potevo sentirla.
La mia testa. La mia testa aveva bisogno di quella corsa molto più di quanto non ne avesse il mio fisico.
Dopo quindici minuti a quel ritmo, da subito troppo elevato, avvertivo i miei polmoni bruciare ad ogni boccata d’aria che inspiravo e spingevo giù lungo la gola. Lo sterno si espandeva con una capacità tale da minacciare di incrinarmi le costole dall’interno e balzare fuori.

Però fermarmi non era una delle opzioni contemplabili. Rallentare nemmeno. Avevo la fronte imperlata di sudore e ne ridevo. Quando ero ancora un ragazzino venne ad assistere al mio allenamento di basket un’atleta professionista che militava nella squadra della mia città. Vedendo che ero quello che si affannava più di tutti appresso al pallone, sbuffando come una trottola impazzita mi si avvicinò alla fine dell’esercizio e disse di guardarmi la mano.
“Il sudore è la chiave del successo. Sia che tu lo trovi nello sport o in un qualsiasi altro campo.”
Aveva ragione da vendere.

Non più tardi di un anno fa potevo dire di essere un giovane uomo sulla buona strada per realizzare tutte le certezze di cui si può essere in cerca nella vita.
Ora apparentemente ho ricominciato da zero. Non avevo più nulla: con venti punti in mano ero andato a sfidare il banco al blackjack sperando di pescare un asso, perdendo fragorosamente.

Sul rettilineo dell’arrivo, al quarantesimo minuto di corsa, un ragazzo in perfetta tenuta da running mi si affianca. Abbasso la testa e lo distanzio con grande fatica. E’ la cocciutaggine che mi viene dall’essere figlio della mia terra, madre di gente che parla poco e con una lingua così tagliente da sembrare un graffio.
Nel movimento ritmico delle braccia che accompagnano la corsa, avanti e indietro, mi guardo gli ultimi segni della ferite dell’incidente. Lo faccio troppo spesso, ogni giorno. Tra qualche tempo saranno spariti del tutto e non resterà altro che cancellarli anche dalla mia testa.

Proprio quando sono in vista del punto di arrivo che mi ero prefissato il ragazzo in tenuta da running mi sorpassa e, idealmente, senza saperlo, mi batte.
In silenzio mi riprometto che domani tornerò su questa pista e migliorerò.
Ora però mi fermo, allargo le braccia e guardo al cielo. Vorrei abbracciare il Sole semplicemente perchè è sempre lì a guardarmi.
Migliorerò.

“I woke alone today / No angel of mercy is gonna hear my call”

Soundtrack: Black label society- No angel of mercy

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17 thoughts on “Ricominciare a correre

  1. È bello quello che scrivi ed è bello sentire quello che hai da dire. Ma questo te l’avevo già detto. Una cosa non hai detto tu a me però e vorrei che tu me la chiarissi: usi delle scarpe particolari per la ginnastica? ;)

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