Blogger che si radunAMAno

Sono un blogger sui generis, io. Che poi, a ben vedere, sono una persona sui generis a tutto tondo. In alcuni periodi ci sono, in altri mi assento a lungo, non curo a dovere le mie public relation. Il ragazzo è bravo, ma non si applica: bocciato.

Una delle cose che mi ha incuriosito di più sin dal glorioso giorno in cui ho messo piede su questa piattaforma sono i raduni dei blogger. Periodicamente ne vedo pubblicizzato qualcuno e mi diverte guardare la lista di chi parteciperà, del luogo in cui si svolgerà e del programma previsto.                                                                                                     Davvero i blogger si incontrano? E che si dicono? Credo di aver un pò sottovalutato questo mondo. Cene fra blogger? Suona un pò club per scambisti. Ok, sono prevenuto al riguardo.whoareu2

Tra i tanti motivi per cui mi definisco uno sui generis – chiedo venia, davo per scontato che conosceste la traduzione della locuzione che pressappoco è: “soggetto fatto a modo suo, tutto sommato male” – è che non riesco a starmene con le mani in mano: non sarò mai un asceta, non andrò con il vecchio Brad Pitt in Tibet a raccontarcela per sette anni.

Quindi mi chiedo: ai raduni dei blogger non ci sono silenzi imbarazzati, situazioni freezate e cosette simili, come quando da piccolo mamma mi lasciava a giocare per forza con bambini mai visti al parco giochi, di dimensioni abnormi e dalle facce poco raccomandabili, vero?

No, non credo.
Almeno per due motivi:
1- Se uno decide di presentarsi a un raduno è perché non è un sociopatico/agorafobico.
2- Probabilmente molti blogger non sono alla prima esperienza, quindi si conosceranno già tra loro e faranno interagire i novellini. A proposito, esiste il nonnismo tra blogger?.       3-  Forse c’è sempre lo scemo del villaggio.

Ok, i motivi erano tre.

Una volta parlavo con una blogger e siccome eravamo nel periodo in cui stava per svolgersi uno dei suddetti raduni, e noi non eravamo tra gli iscritti, ci siamo messi a immaginare cosa sarebbe potuto accadere se fossimo stati lì anche noi. Abbiamo riso un sacco a pensare alle situazioni, alle conversazioni, alle facce di quelli che si scoprono essere bruttissimi e a quelli che salta fuori essere bellissimi, alle attività da fare e anche a qualche battibecco.

Ricordo perfettamente che alla fine di quel raduno immaginario finivo a bere al bancone di un bar. Non ero sbronzo, ma sufficientemente allegro. Qualcuno mi aveva seguito, forse scambiandomi per un novello Gesù Cristo alle nozze di Cana, nonostante io facessi notare che a moltiplicarsi non erano calici di vino ma bicchieri di birra ghiacciata. Una delle mie seguaci era pure carina!

La domanda successiva è: i raduni sono associazioni segrete votate ad attività
a) orgiastiche?
b) paramilitari?
c) mafiose?
No, perchè per me sarebbe un problema forse.
Sono giovane e un’entità fondamentalmente semplice: mi accontenterei di parlare del più e del meno, ricordando che più per meno fa meno da sempre e la matematica, a differenza della linea politica di Mastella, non è un’opinione. Mi accontenterei insomma di proferire ilarità, mangiare, bere, andare per qualche locale in cui c’è musica, bere, ma in compagnia, mica da solo, che credevate?

mentabn

L’idea tra me e quella blogger era un po’ questa. Così ce lo facevamo da soli il nostro raduno.                                                                                                                                      “Se dovessi andare ad un raduno di blogger vorrei avere te affianco. Credo che potresti giovare alla mia figura più di una borsetta di Dior”. -cit.-

Che poi, in definitiva, i blogger ci provano tra di loro qualche volta?
Chissà! Magari se già conversavano in privato prima del raduno si saranno scambiati foto, contatti e anamnesi familiari e quindi andranno a colpo sicuro.

Concludo questo post con più domande di quante ne avessi in partenza                      “Cosa volevo dire? Non lo so, ma i fatti mi cosano” cit. Paolo Cevoli.

E siccome sono uno curioso, secondo me prima o poi ad un raduno di blogger mi ci presenterò pure io. Presumo che potrei sorprendere più di qualcuno, nel bene o nel male, per certi motivi.

Watch your back, Big Brother is watchin’ you ;)

Sountrack: Dropkick Murphy- Shipping up to Boston

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37 thoughts on “Blogger che si radunAMAno

  1. Parere assolutamente personale: trovo completamente inutili i raduni.
    Se ci si conosce su internet è perchè si trova piacevole frequentare quest’agorà virtuale, che bisogno c’è di trasferire tutto nel reale?
    Ovviamente in caso di “relazione sentimentale” il piano fisico deve diventare primario ma, per una semplice amicizia, qua va benissimo.

    • Concordo. In realtà ad un raduno io non ci voglio andare e non ci andrò, a meno che succedano eventi eccezionali.
      Cambierei idea (solo io?) se vivessi in Svezia e avessi il 95% di follower bionde e con gli occhi azzurri. Allora magari lì farei uno sforzo per partecipare a un raduno ;)

  2. Non posso esserti di aiuto, non ho mai partecipato e nemmeno mi attira la cosa…..se poi andrai, facci sapere le tue impressioni :)

  3. Ma ci vuol poco a soddisfare le scarne domande che poni riguardo i raduni di blogger. Sono stata a due raduni di blogger (uno solo su wp), ma a moltissimi raduni di altre comunità virtuali. E questo essenzialmente perchè in Italia non ci sono le riunioni degli Alcolisti Anonimi come in America, quindi, in qualche modo, devo supplire la carenza.

    Vado con ordine.
    Silenzi imbarazzanti? No, direi proprio di no. Ci sono sempre personalità più egocentriche, brillanti, casiniste (chiamale come vuoi) che in qualche modo tendono ad animare.
    C’è anche qualche sociopatico e di solito si riconosce. Sai, magari prova a superare la sociopatia. E di solito non funziona.
    Ci sono blogger che si conoscono a mucchietti o individualmente, quindi ti trovi spesso con persone che non hai la più pallida idea di chi siano, non hai mai letto il loro blog, probabilmente continuerai a non leggerlo ed è quindi un perfetto sconosciuto che rimarrà un perfetto sconosciuto.
    Talvolta ci sono più scemi del villaggio, talvolta sono tutti scemi del villaggio, talvolta non ve n’è nessuno. Dipende.
    Attività orgiastiche, paramilitari, mafiose? A me di solito vengono in mente situazioni di tipo diverso (a seconda dei raduni): circolo della parrocchietta, anonima alcolisti, baretto di Guerre Stellari.
    Sì, molti ci provano tra di loro e molti già si sono trombati tra di loro.
    Altre domande?

    • Davvero molti ci provano tra loro o si sono già scambiati reciproci fluidi corporei?
      Tutto questo riduce la poeticità dell’intento alla base del ritrovo, ma allo stesso tempo mi fa capire meglio il perchè questi raduni abbiamo un certo appeal.
      Grazie per la risposta esaustiva comunque.

      E meno male che ci sono i casinisti, sennò sai che fatica a guardarsi senza spicciare verbo per una giornata.

      • No, non è che al raduno o il raduno in sé e per sé abbia l’efficacia sopra descritta. Per niente. Magari al raduno vengono coppie che si sono formate conoscendosi virtualmente, quello sì.
        Però al di là del raduno, è strapieno di inciuci, ma da morì. E anzi, spesso, ai raduni i già inciuciati e poi litigati, non partecipano insieme.
        Insomma tu immagina un paesello: è uguale uguale. Il raduno è tipo la festa del santo patrono cui partecipano pure persone che non si conoscono fra loro.

  4. Divertente la tua descrizione. Mi ci ritrovo anch’io (nella descrizione non nei ritrovi tra bloggers). Sono entrata per caso senza sapere di che scrivere poi tutto è venuto da sé. Ma sono piuttosto ondivaga, scrivo quando ne ho voglia se ne ho voglia. Scrivo senza un tema preciso, quello che mi viene in mente al momento. Non faccio uso di Tag e non mi interessano FB TWEET e simili. Sono convinta che chi arriva a me lo fa perché è veramente incuriosito. I raduni tra bloggers? E perché? Quelli che mi interessano posso incontrarli, se voglio, anche senza raduni.

    • 82 minuti di applausi come in Fantozzi per te.

      Beh, quoto tutto. Dal modo in cui anche io mi approccio al blog all’idea dei raduni a cui è preferibile, se del caso, sostituire incontri a quattr’occhi.
      E sul fatto del blog posso svelarti che nemmeno lo stile è opera mia, ma mi sono affidato a una persona molto più brava di me. Per dire. Ondivago come pochi.

      Il tuo blog l’ho appena scoperto, devo dire che mi attira, prometto che lo leggerò davvero quando posso oppure mi defilerò.

  5. E che c’è nel bicchiere nella foto? Non parlavi di birra ghiacciata?
    Lo fai per confondere i lettori, vero?
    Non sono mai stata ad un raduno, tranne gli incontri con gli autori del blog su cui scrivo, ma quelli sono un’altra cosa. Se andassi ad un raduno vorrei andarci con una maschera in viso. Lo so che non mi conosce nessuno ma mi vedrei bene a comparire con la maschera di Topolino.

  6. Se organizzi un raduno ci vengo,so anche già che scarpe mettermi. Se invece mi inviti a mangiare un gelato ci vengo ugualmente e so già che gusto scegliere.Se sei sociopatico o psicopatico poco importa,ti stordirò con le mie “parole a mitraglia”.

  7. Per esperienza personale ho chiuso con il passaggio dal virtuale al reale. E’ un pò come dici tu: imbarazzo, silenzi, cortocircuiti nell’immaginario. In fondo è anche divertente: le foto furono taroccate … ih ih ih (non da parte mia). Però credo sia molto difficile da gestire. E infatti naufragò.

    Ciao L2L

  8. Ho avuto lo stesso tipo di conversazione con un amico blogger. Abbiamo immaginato un raduno dove saremmo andati entrambi e abbiamo finito per creare scenette imbarazzanti e da piegarsi in due dal ridere, in cui io ero OVVIAMENTE la blogger sociopatica e autistica e lui era il blogger simpaticone e amicone che si portava dietro la blogger autistica. Io OVVIAMENTE stavo seduta in un angolo a bere una bottiglia di vino rosso e lui distribuiva in giro bicchieri di plastica inneggiando a brindisi. Mi sono immaginata stringere la mano di altri blogger e dire “Piacere sono…” e avere un attimo un giramento di testa prima di decidere se dire il mio nome, il nome da blogger o non dire proprio niente iniziando e finendo con “Piacere”. Comunque è stato una figata di raduno, quello che abbiamo immaginato. E secondo me nessun raduno reale potrebbe batterlo.
    P.s.: mannaggia a te. Lo sapevo che sarei finita a leggere questo blog perdendo di vista tutti i miei inutili e pallosissimi doveri quotidiani.

    • Non era mio volere distrarti. O sì? Nasco per intralciare i piani della persone.

      Il vostro raduno immaginario era una forza. Noto che come nel nostro c’era il comune leitmotiv dell’alcol :)

      • Si bè volente o nolente hai intralcianto i miei e per questo ti ringrazio.
        Comunque l’alcol è un po il leitmotiv di tutta la mia vita.
        Per rispondere a quello che ti stai chiedendo, no, non sono un alcolista. Ma si, mi piace bere. Bere bene però. Mai fidarsi degli astemi. ;)

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