Ultima chiamata per gli italiani: missing call?

La rabbia è positiva. E’ come la paura, se la si possiede nella giusta dose può esserci utile per non commettere degli errori e fare dei miglioramenti.
Sono consapevole di provare rabbia quando riduco i miei occhi, normalmente abbastanza grandi, a fessura e sento in rilievo la vena sopra il collo.
Io di motivi per arrabbiarmi ne trovo sempre di più ad ogni giorno che passa.

Ce l’ho con il mio Paese, che non mi rappresenta.
Con i politici e le loro promesse da spot elettorale per 365 giorni l’anno, vuoti e collusi l’uno con l’altro.
Con una casta imprenditoriale che sputa sul piatto dal quale per decenni ha mangiato, facendoci pure la scarpetta in tempi di vacche grasse, e ora che le vacche sono magre pensa solo a coltivare il proprio orticello di privilegi affamando un popolo di concittadini.
Ce l’ho con chi non lotta per fare di più e se ne resta a guardare nell’attesa che la manna discenda dal cielo.
Non sopporto le mani in pasta della Chiesa tramite lo IOR.
Non riesco ad ascoltare un’intervista a Brunetta da quando diede ai giovani dei fannulloni, perchè io ho scelto di fare il possibile per essere uno studente lavoratore facendo diversi mestieri, da quando sono maggiorenne. E la testa per dedicarmi solo allo studio a tempo pieno non mi sarebbe mancata, nè le possibilità economiche. Ma ai miei genitori che volevano che mi concentrassi solo sui libri ho sempre anteposto la volontà, quasi la cocciutaggine, di farcela da solo e di non dover chiedere niente a nessuno.
Ce l’ho con chi crede che la crisi non esista perchè è al sicuro nella sua posizione lavorativa a svariati zeri, per la vita, che osserva gli scatti retributivi avanzare con agio mentre discute dopo il lavoro di cazzate insulse al bar con amici che la pensano esattamente come lui. La ruota può girare per tutti.
Sono arrabbiato con chi non ha nulla, ma non fa nulla per cambiare il sistema. Le rivoluzioni silenziose sono fallite da svariati decenni.
Ce l’ho con chi mi dice che andandomene dall’Italia in età ancora relativamente giovane potrei fare grandi cose e avere delle soddisfazioni tangibili. Perchè devo essere messo nella condizione di dovermene andare dal mio paese a causa delle generazioni che mi hanno preceduto qui?
Non sopporto il populismo.
Odio chi sostiene un partito politico come se tifasse una squadra di calcio, dimenticando che scegliere la persona, e non l’idea, non ha mai prodotto nulla di buono.
Mi arrabbio nel vedere sorgere ovunque negozi gestiti dai cinesi che vendono merce di pessima qualità e che non versano un’euro di Iva in posti in cui prima c’erano il panettiere o il fruttivendolo che conoscevi da quando eri bambino.

Questa è una lettera aperta a chiunque passi di qui.

“Ehi tu! Sì, tu. Dico a te. Lo so che sei preso da mille cose, ma abbandona tutto, fermati un attimo e ascolta. E’ un periodo difficile, vero? Scommetto che fra tasse, aumenti, rate in scadenza e quella piccola sfiga quotidiana sei praticamente con l’acqua alla gola, giusto?
Sei una vittima del sistema, amico mio. Ci sei cascato in pieno, sei caduto nella trappola. Sei fottuto.
Però sei ci pensi, lo hai voluto tu. Sì, è anche colpa tua. Ti hanno farcito il cervello di cazzate, pensaci. E’ tutto studiato per distrarti: ti fanno credere quello che vogliono. E questo perchè ormai, fondamentalmente, sei di loro proprietà. Oh sì, amico mio, sei un loro burattino.
“Paga il canone della TV!”, “Aumenta la benzina”.
Tu ti incazzi, però poi, in silenzio, paghi. T’arrabbi, ti lamenti per qualche minuto, ma poi soccombi. E continui la tua pidocchiosa vita di sacrifici perchè non hai un’alternativa. Se non lo fai, non mangi. “Paga più tasse!”. E tu prendi il bollettino e le paghi.

Cosa voglio io da te? Niente, tranquillo. Ti hanno già levato tutto.
I soldi, la dignità, la tua serenità. Il futuro tuo e quello di tuo figlio. Cosa mai potrei chiederti ancora?
Però mi aspetto qualcosa da te, caro italiano. Credo di meritarmelo.

Svegliati.
Documentati.
Informati.
Reagisci.
Non mollare.
Prendi coraggio.
Organizzati.
Tira fuori le palle e salvami.
Sì, ti chiedo solo di salvarmi. Penso di meritarmelo.

Firmato,

l’Italia- uno dei paesi più belli del mondo. Una volta”.

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12 thoughts on “Ultima chiamata per gli italiani: missing call?

  1. Brunetta. M’è appena passato davanti (e sotto) in tv. Ci pensavo proprio ieri e mi dicevo: “E’ purè sposato!!”
    Gli arresti veneti di oggi mi mettono il buon umore.

  2. Un bellissimo post che mi trova d’accordo su tutto, non si deve pensare a scappare, ma ci si deve adoperare e fare per cambiare le cose qui e mandare vie tutte quelle sanguisughe che hanno rovinato questo paese! Se ci si da da fare tutti per cambiare le cose ci si può fare!

    • Anche io qualche volta ho pensato come te che sarebbe stato il momento per fare tabula rasa. Il problema é che, come al solito, ne farebbero le spese nel breve periodo sempre i soliti noti, cioé quelli che già subiscono. Ci vorrebbe un’azione forte della “base” contro il vertice, all`interno del sistema.

    • Siamo già al tono confidenziale? Leggendo i tuoi ultimi post direi che se mi azzardassi a fare lo stesso con te mi troverei alle prese con un evasore fiscale arrabbiato.
      Le donne svestite fanno parte di un’altra parte della mia vita, che, grazie al cielo, si ripropone ogni tanto.

      • Avendone girato un sacco posso dirti che m’é successo di vedere un p ó di tutto negli spogliatoi, ma mai cose tipo essere appellato Love o, che so io, qualcuno che mi si avvicina con un paso doble alla ricky martin chiedendomi di insaponargli la schiena in doccia.
        Tutto questo per dire che suppongo Love sia la crasi del mio nickname. Hai una mente altresí perfida, cara mia.

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