Sogni che non saprei fare

La mattina a volte mi sveglio e mi ritrovo con una gamba fuori dalle coperte. Soprattutto d’estate, quando ho solo il lenzuolo che tenta di resistere stoicamente e coprirmi. Quando ero piccolo mi capitava piuttosto frequentemente perchè avevo il vizio di agitarmi nel sonno: mi arrotolavo su me stesso più volte fino a quando non restavo scoperto. Non appena mia madre entrava in camera per svegliarmi mi redarguiva bonariamente per aver disfatto il letto. A me dispiaceva da morire, perchè avevo l’impressione di farle un torto di proposito dopo che lei la sera prima mi aveva rimboccato ben bene le coperte prima di andare a dormire.
Anche da adulto se mi sveglio fuori dalle lenzuola mi ricopro il più velocemente possibile. Non perchè senta freddo, ma perchè incondizionatamente se sono nel dormiveglia penso sempre che mia madre potrebbe entrare da un momento all’altro e riprendermi.

Riflettevo recentemente su questa cosa: io ho dei sogni? Voglio dire, li saprei mettere in fila uno dopo l’altro, tradurli in inchiostro su un foglio, senza timore di essere giudicato in primis da me stesso rileggendoli? Ho sempre pensato di no. Sono un materialista figlio di materialisti. Testa bassa e lavorare, produrre, dare segni tangibili della mia presenza. E quando mi fermo mi accorgo che a sognare qualcosa di diverso da quello che faccio, che sono, qualcosa che sia mio e mio soltanto, non ne sono capace.

E allora mi sforzo e fingo. Vorrei avere tempo da dedicare alla lettura, molto di più e con la mente molto più sgombra rispetto alla miseria di minuti in cui riesco a farlo da ormai troppo tempo. Vorrei imparare a mangiare il pesce utilizzando le posate corrette. Vorrei poter tornare con i miei vecchi amici a campeggiare accanto a quel ruscello fantastico dove ci accampammo un’estate di una vita fa. Vorrei un weekend di sole, libero da impegni e stress, in cui aprire gli occhi la mattina e trovarmi sdraiato a letto accanto a lei. Vorrei che il mio capo si rassegnasse al fatto che se la vita gli ha dato poco oltre alla sua posizione lavorativa non deve necessariamente rifarsi con gli interessi su chi ha altro di bello che lo attende fuori quando si stacca la sera. Vorrei ricucire rapporti familiari complessi. Vorrei che certe foto di gruppo fatte con gli amici negli anni non diventassero inesorabilmente della carta che ingiallisce di più ogni giorno che passa. Vorrei non vedere troppe persone attorno a me che non sorridono. Vorrei poter andare al concerto dei Linkin Park quest’estate a Milano. Vorrei uno smartphone davvero smart che non si impalli o richieda due cariche al giorno. Vorrei essere più comprensivo con me stesso.

Il tempo è scaduto, le sveglia suona ed è già ora di uscire dal letto. Ho sognato qualche cosa la notte scorsa? No, non credo.

“Attack life, it’s going to kill you anyway”.(Steven Colbert)

Sountrack: The gaslight anthem – Mullholland drive
(Piacevole scoperta fatta avendo la fortuna di sentirli suonare dal vivo. Fanno parte di una playlist che dovevo fare per una persona. E che puntualmente non ho fatto).

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15 thoughts on “Sogni che non saprei fare

  1. Nemmeno io so usare le posate per il pesce, infatti quel tipo di pesce lo mangio raramente. Per il resto ti auguro che tutti i “vorrei” diventino “volevo” perché li hai ottenuti.

  2. I tuoi sogni son desideri tutti ma proprio tutti realizzabili. Futtitinne del capo frustrato sei alto esallora VOLA alto nn crearti alibi a rotazione puoi fare tutto.
    Sherabientot

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