Una favola senza lieto fine

C’era una volta nel regno di ParolaStampata una principessa dai grandi occhi verdi.

Alla sua corte giungevano continuamente le persone più intelligenti e colte del reame, per discutere di arte, musica e fare dei grandi banchetti. Molti erano i pretendenti della principessa, che era bella e così piena di interessi da trovare ben presto noiosi gli argomenti di tutti coloro che venivano a lei per cercare di corteggiarla.
Iniziava ad annoiarsi quando un giorno al suo castello giunse un ragazzo che aveva tutta l’aria di essersi perso e di essere capitato lì per caso. Se ne stava in disparte e ascoltava gli altri parlare e tessere le lodi della principessa, e di tanto in tanto la guardava.
Quello che il ragazzo aveva capito a differenza degli altri è che la principessa era troppo intelligente per aspettare di farsi scegliere da uno di loro. Un giorno, prima o poi, avrebbe scelto lei il suo principe.
Il ragazzo non intendeva di certo proporsi alla principessa, perchè sapeva che i loro mondi erano troppo distanti. Si accontentava di guardarla.
Dopo una settimana che il ragazzo si presentava puntualmente alla corte e se ne restava seduto in disparte fu la principessa ad avvicinarsi a lui, incuriosita, e gli chiese per quale motivo si trovasse lì.
Il ragazzo rispose che non lo sapeva, ma che in cuor suo aveva la convinzione di poter scrivere cose abbastanza belle da essere lette dalla principessa. Tutti gli altri membri della corte si misero a ridere di lui, ma la principessa non li ascoltò e prese il manoscritto sgualcito che il ragazzo teneva tra le mani.
Quella sera lesse le pagine e ne restò colpita, decidendo di iniziare una corrispondenza segreta con il ragazzo, che viveva in un regno vicino.
Le parole scambiate erano così belle, così allegre e vere che un giorno la principessa propose al ragazzo di incontrarsi. Ma non alla corte del regno di ParolaStampata, perchè gli sguardi indiscreti erano troppi. Propose di fare una passeggiata in riva al mare in una località sconosciuta ad entrambi. Avrebbero parlato e camminato e magari riso dicendo cose divertenti come nelle loro corrispondenze.
Il giorno prefissato la principessa si recò nel luogo designato nella sua carrozza, incapucciata per non essere riconosciuta al suo passaggio e aspettò il ragazzo proprio sotto al faro in cui si erano dati appuntamento.
Nel frattempo il ragazzo, nel suo regno, si era deciso a partire. Non era stata una decisione facile, perchè era un pò impaurito dalla figura della principessa, così diversa da lui. Sorgevano inoltre altri due problemi. Il primo è che non conosceva bene la strada, il secondo è che aveva il tempo contato, perchè il ponte levatoio del suo castello sarebbe stato chiuso al calar del sole.
Si mise in viaggio in fretta e furia, confidando che il suo vecchio cavallo conoscesse la strada meglio di lui, visto che aveva già viaggiato molto per quelle terre con il suo precedente proprietario.

Arrivato a un bivio scelse di andare a sinistra, correndo a perdifiato.

Il ragazzo non arrivò mai all’appuntamento con la principessa dagli occhi grandi, perchè la strada giusta sarebbe stata quella a destra, là al bivio.
Quando il ragazzo si accorse di aver sbagliato direzione il cielo in lontananza stava già dipingendosi di rosso. Da lì a poco avrebbe fatto notte.
Il ragazzo ci pensò su, combattuto fra l’idea di raggiungere la principessa e restare fuori dal suo castello e quella di tornare a casa sua, al riparo dai lupi e dai briganti che di notte sarebbero usciti allo scoperto. Alla fine con difficoltà prese la sua decisione.
La principessa aspettò per un pò ai piedi del faro, poi con un sospiro di delusione risalì sulla carrozza e riprese la via per il suo regno.
Si disse che era un peccato che quel ragazzo l’avesse delusa, perchè in lui aveva visto qualcosa di molto interessante, di raro.
La notte, ineluttabile, calò.

Fuor di metafora, scusa. Per quanto vale.

Penso proprio che mi prenderò una pausa dal blog.

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15 thoughts on “Una favola senza lieto fine

  1. È stato bello leggere la metafora, anche se mi dispiace che il ragazzo si senta così impaurito dalla principessa. Magari avrà comunque il suo lieto fine, e capirà e accetterà quel suo senso si diversità.
    Fuor di metafora: buona pausa!

  2. Che ragazzetto sprovveduto! Si sa che al bivio si prende la destra, dai!
    Comunque è passato del tempo. Cosa è successo poi?
    a) la principessa s’è trovata un altro
    b) il ragazzetto s’è trovato un’altra
    c) il cavallo ci teneva ad entrambi, s’è trasformato in fatina e li ha teletrasportati nello stesso posto dove c’è musica, alcol e la principessa veste in shorts.

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