Il ritorno della mini psicologa

Tutto inizia così, nell’unica sera della settimana in cui non ho impegni che mi impediscano di essere a casa ad un orario civile, non da coprifuoco stile Striscia di Gaza.

EasyCapture1

Prima che vi stupiate della facilità con cui posso rimediare uno pseudo appuntamento con una ragazza che addirittura viene a casa mia senza che io debba levarmi di dosso i pantaloni della tuta, sciacquarmi la faccia e pensare di mettermi qualcosa di decente addosso invece dell’ignobile t-shirt “Praga drinking team”, retaggio di una gita scolastica di un’era geologica fa, devo specificare che la lei in questione è Gaia, a.k.a. la mia vicina e il mio guru della vita sociale.

Ok, vediamoci un film. Questa volta devo lasciare decidere a lei il titolo, perchè le ultime volte li ho scelti io per bieco nonnismo e a lei erano piaciuti pochino. Il giusto. Ma dovevo rimediare ad alcune sue lacune cinematografiche. Però ammetto che ‘Halloween’ di Rob Zombie e ‘Non aprite quella porta’ (versione del ’74 di Tobe Hooper) forse non piacciono a tutte le sedicenni.

Mi si presenta a casa con un dvd in mano. E ride, la stolta.
Leggo il titolo e mi sale un brivido lungo la spina dorsale.
“Amici di letto” con Justin Timberlake e Mila Kunis.

Sto pensando alla faccia dei miei adorati Micheal Myers e Leatherface. Più o meno dovrebbe essere questa.

” Se volevi che cambiassi quartiere bastava dirlo, non serve ricorrere alla guerra psicologica. ”

Però il film non è male. Intendiamoci, le commedie americane tutte basate sul meccanismo per me non sei nessuno- oddio invece ti amo- hai fatto una cazzata, ti odio- ok dai, ti amo- the end sono una delle cose più brutte e scontate che esistano, quasi come un “mamma mia, commme sto!” di Enzo Salvi in un cinepanettone dei Vanzina, però questa è carina. Storiella divertente, senza pretese, ogni tanto si ride pure. E poi non nascondiamoci, se mi annoio io guardo Mila Kunis e la mia vicina si mangia con gli occhi Justin Timberlake, e siamo tutti contenti.

Finito il film restiamo spiaggiati per un pò come otarie sul divano, che a onor del vero è davvero comodo comodo comodo. Tanto so per certo che il silenzio durerà poco con una come lei accanto.

“Potrebbe funzionare per te, la scopamicizia?”

“Quello che mi piace di te è che sei timida. Non lo so, bisogna volerlo con certezza entrambi, penso.”

“Secondo me alla fine uno dei due si innamora sempre. Prendiamo te per esempio e quella con cui ti vedevi prima delle vacanze di Natale. Si vedeva che eri preso. Non avrebbe funzionato un accordo del genere fra voi due.”

“Non avrebbe funzionato nessun tipo di accordo, dal momento che ho scoperto che era già fidanzata.”

Vado a prendere qualcosa da bere in cucina e quando torno lei ha preso un foglio e una penna. Giochiamo a stilare i comandamenti della scopamicizia, mi dice.
Vai a farlo con tua madre di là e vediamo quanto è contenta, le rispondo io, da signore.

[Ah, partivo dal presupposto che sapeste di cosa si sta parlando. Nel caso contrario, dicasi scopamici o friends with benefits due persone che decidono liberamente di avere una relazione sessulale di una certa durata a condizione che non ci sia nessun coinvolgimento amoroso o pretesa di esclusività.]

Giochiamo allora. Anche perchè comunque se Gaia si è messa in testa qualcosa bisogna andare fino in fondo. Diciamo che stiamo facendo un esperimento sociologico.

Ecco i dieci comandamenti della scopamicizia:
1) NON è ASSOLUTAMENTE e per NESSUN MOTIVO consentita la gelosia.
2) Non si è costretti alle coccole post sesso (sono tuttavia consentite).
3) Si può osare, chiedere e sperimentare; anzi, è fortemente consigliato.
4) Non sono dovuti regali o regalini di nessun genere.
5) Se l’appuntamento prevede un precedente drink in un locale, ognuno dovrebbe pagare il suo.
6) In scopamicizia non si dice “ho mal di testa” o “sono stanco”; se non ti va, dillo, senza cazzate.
7) La privacy al di fuori della coppia è inviolabile.
8) La scopamicizia è bella finché dura (relativamente)poco. Quando cominciano a sorgere pretese… FUGA.
9) Un mantra fondamentale da ripetere il loop per entrambi: il trombamico non è innamorato di voi.
10) Divertitevi. Non stato rubando niente a nessuno nè commettendo reati.

Finita la nostra opera mi riguardo il foglio. Su alcune ho dei dubbi, su altre invece sono d’accordo e anzi, le applicherei in tutte le coppie (punti 3 e 6 ad esempio).

“Gaia, siamo dei cretini.”

“Lo so, per questo ci intendiamo noi due.”

A fine serata quando resto finalmente solo prendo il foglio, lo appallottolo e lo getto nel cestino accanto alla scrivania con un tiro da provetto giocatore di basket (quale sono).
Quindi idea bocciata.
Però quel cestino lo svuoto solo quando si riempie completamente di carta e documenti vari, quindi il foglio resterà lì silente per un pò. Chissà che un giorno non lo ripeschi per dargli una riletta.

Annunci

13 thoughts on “Il ritorno della mini psicologa

  1. Questo post è divertente, Gaia mi piace e confido che abbia sedici anni ( il che però potrebbe voler dire che sua madre ne ha meno di quaranta) e tu? Tutti in un certo periodo della vita dovrebbero avere un trombamico. È come l’Erasmus: meglio sotto i trenta.

  2. sono d’accordo con ro,
    almeno una volta nella vita, un trombamico si deve avere! e credo anche che quelle regole possano valere anche per un rapporto di coppia, ovviamente compreso di amore! :-)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...