Sono un mezzo genio e mezzo pazzo, claustrofobico asociale. Succede quando pensi in grande.

Stanotte non riesco a prendere sonno. No, non ce la faccio. Quando non ci riesco è perchè sono tormentato da qualcosa.

Di notte ragiono meglio che non durante il giorno: è come se mi sedessi e guardassi i miei pensieri uscirmi dalla testa e prendere forma, proiettandosi sulla parete buia della stanza come in un cinema. Non ci riesco durante il giorno, per poterlo fare ho bisogno che i miei battiti cardiaci siano rallentati alla minima velocità. In quel momento non sono padrone dei miei pensieri, semplicemente mi siedo e li guardo da fuori in terza persona.

Spesso faccio pensieri brevi e cattivi. Taglienti, crudi, veri. In fondo il mio subconscio non può discostarsi troppo da quello che sono nella realtà. Articolo dei ragionamenti attorno a frasi apparentemente di semplice comprensione, ma con significati talvolta criptici.

“Il mio è un viaggio allucinato in cui non torno mai indietro: qui non c’è un piano B, non c’è un’uscita dal retro.”

Non mi è chiaro il senso, i miei fantasmi mi fanno già stalking. E’ tutto attinente alla mia routine quotidiana, di questo sono certo. Però trovare un filo logico è difficile, sempre ammesso che ci sia.

“Ricordami quale sono in mezzo a tutti questi timorati di Dio in fila per il perdono.”

Chi è che sta parlando?

“Sono tutti in cerca di attenzioni e spesso chi le trova finisce per fare i conti con Amore e Psiche come Canova.”

Il mio subconscio mi prende in giro. Si fa vedere, poi all’ultimo scompare lasciandomi solo una traccia del suo passaggio. Ora capisco quando certe mattine la gente che incontro mi chiede “Va tutto bene? Hai una faccia…”. Io rincorro il mio subconscio di notte, ma ho la netta impressione che lui sia più intelligente di me.

“Dovrei aprirti gli occhi, ma tu sei nato verme, invertebrato, inerme. La tua vita è finta, dietro sembra che hai lo sfondo verde.”

Sono io che mi sto riferendo a qualcuno in questo caso. Nemmeno cerco il nome del mio destinatario. La lista dei papabili è più lunga di quella delle persone in attesa di un cuore nuovo alla banca nazionale degli organi.

“Chiedetemi che cosa farò da grande… Nuoto tra gli squali in cravatta nella mia pozza di sangue.”

Mi devo risvegliare, sto iniziando a sudare freddo. Sudo freddo perchè quello che dice la mia voce interiore è vero, puro distillato di verità che scivola via goccia dopo goccia. Mi sveglio perchè così facendo credo di poter chiudere la porta in faccia ai miei pensieri. Ma i miei fantasmi hanno il passe-partout.

“Dove sono i veri amici? Non abbiamo amici, a te vogliono solo togliere i vestiti.”

Sto parlando di una donna? Forse ho solo capito male. No, i pensieri tornano a fluire da quel punto e il soggetto non mi sembra cambiato.

“E se mi guardo allo specchio vedo un teschio. Là fuori i cattivi stanno vincendo e tu ci vai a letto.”

Percepisco che c’è qualcosa di importante che dovrei cogliere, ma la mia ragione dorme. E’ l’unica che riesce a farlo stanotte.

“Se il contratto su cui firmi porta in calce il simbolo del Pentacolo è perchè stai firmando un patto col Diavolo.”

Dov’è un’esorcista quando serve? Quelli dei film che con un Ave Maria e tre Padre Nostro ti strappano fuori il Male?

Sento che mi sto svegliando. Quindi alla fine stavo dormendo? I miei pensieri mi hanno cullato fino a quando il sonno non mi ha colto. Che pensiero gentile.

“Non ti fidare di me qualsiasi cosa capiti. Un bacio a tutti, come Giuda.”

Finalmente il mio subconscio se ne va, salutando. Oppure sono già sveglio e il saluto è il mio?

Ora vado allo specchio, mi guardo dritto nelle orbite e forse lo vedo. E’ come un flash rapidissimo. Vedo quel teschio.

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[salmo-cd]

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12 thoughts on “Sono un mezzo genio e mezzo pazzo, claustrofobico asociale. Succede quando pensi in grande.

  1. Quando ho letto la prima parte mi sembrava di leggere cose scritte da me. Riesco a capire perfettamente, anche io vivo questi momenti di veglia addormentata che si alternano a momenti di sonno lucido. E poi il giorno dopo è un’altra storia. Com’eri stamattina allo specchio?

    • A me sta capitando sempre con più frequenza ultimamente, ma una volta non era così. Ergo sto uscendo di senno..

      Stamattina ero decisamente il teschio, però al solito mi sono lavato la faccia, ho sfoderato il mio sorriso migliore allo specchio e sono uscito di casa salutando cordialmente tutti quelli che incontravo mentre pensavo cose molto peggiori che avrei voluto dire tra me e me.

      Ti succede mai, fingere per sopravvivere?

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