Hey pà

Hey papà. Sai, mi ricordo ancora una vita fa, quando ero alto un metro e mezzo e pesavo 30 chili meno di ora. Ero parecchio diverso, ma ero sempre tuo figlio. Lo sono ancora, geneticamente parlando.
Quei giorni in cui mi esaltavo se mi portavi con te a lavoro perchè sapevo che quello che facevi ero indispensabile a un mucchio di gente e mi sentivo importante anch’io di riflesso. Quei tempi in cui sapevo quanto era bella la domenica solo perchè potevamo passare del tempo assieme.

Dio mio quante cose sono cambiate…
Non so nemmeno dire chi tra di noi due abbia più colpe per come siamo finiti adesso.
Tu, perchè mi hai messo al mondo e mi hai spiegato come andarci contro con tutte le forze? Io, perchè forse ho ereditato tutti i lati peggiori da te?

Ricordo però anche quando mi hai detto che non dovevo più aspettarmi niente da te, che tu il tuo dovere di genitore lo avevi fatto. La cosa strana è che mi sono sentito bene quel giorno, quasi liberato da un peso.

Noi due non smetteremo mai di rincorrerci, anche se non fisicamente forse. Il motivo è semplice: io sono la tua copia esatta. L’ho sempre sospettato, quasi temuto, e ormai ne ho la certezza. Spesso vorrei essere diverso, ma non posso.
Me ne accorgo ogni giorno in tutte le relazioni sociali che ho, in quelle professionali. Con le ragazze. Sono sicuro di aver iniziato ad accumulare storie insignificanti in continuazione anche a causa tua: all’inizio volevo imitarti, poi volevo surclassarti sul tuo stesso campo.
A questo punto la domanda che mi trapana il cervello continuamente è: come potrei odiare qualcuno che è…me? Sono finito dritto dentro un loop senza scampo che mi sta lentamente divorando.

So che voi che in questo istante mi leggete mi starete considerando un pazzo, forse un ingrato. Un insensibile. Il fatto è che avrei anche le mie ragioni per esserlo se ora vi raccontassi la mia storia.
Ma accontentatevi di questo. Questo sono io.

Oggi ascoltavo sull’ipod solo musica cattiva. Come me oggi. Una frase di una canzone mi ha colpito. Parlava a me.

“I am my father’s son, ‘cause he’s a phantom, a mistery, and that leaves me…NOTHING!”
(Slipknot – Eyeless)

disperazione

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2 thoughts on “Hey pà

  1. Anche io mi sento un agglomerato di caratteristiche negative che ho ereditato. Ed è facile dire che si deve cercare di essere la persona migliore che si vorrebbe diventare, quando in realtà siamo quello che siamo e non possiamo farci molto… Comunque personalmente non ti considero nè pazzo, nè ingrato, nè insensibile. Ognuno ha la sua storia e noi leggiamo quello che ti va di raccontarci, senza giudicare.

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