L’unico modo che ho di sopravvivere

Sono diventato insensibile. La vita mi ha insegnato ad esserlo e a capire che questa è l’unica strada per andare avanti senza dannarmi l’anima.
Ho perso tutto più di una volta. E ho trovato strade alternative.
Ho distrutto. E ho dovuto rimboccarmi le maniche per ricostruire.
Ho visto lacerarsi rapporti familiari. E ho fatto buon viso a cattivo gioco, evitando di mostrare qualcosa di classificabile come dolore e imponendomi di non versare una singola lacrima.
Ho fatto terra bruciata attorno a me. E nel tempo ho dovuto tornare sui miei passi e chiedere perdono alle persone che non se lo meritavano.
Ho rifiutato occasioni comode solo perchè se le avessi accettate avrei faticato a guardarmi allo specchio la mattina. E sono ripartito da un gradino inferiore rispetto a quello che mi spettava.
Ho fatto errori stupidi da ragazzino. E sto ancora finendo di pagare per essi, fermo restando che non salderò mai il conto con me stesso.

E sono solo all’inizio del mio percorso.

Per questo HO SCELTO di essere insensibile. A tutto: al dolore, alle emozioni, ai richiami familiari. Cerco di mettere solo me stesso al centro della mia vita perchè di badare anche agli altri io non ne sono capace. Tante volte prima di addormentarmi mi assale la paura di non essere nemmeno in grado di badare a me stesso. Però al mattino mi sveglio e riprendo a vivere come se nulla fosse, facendo in modo che nessuno possa accorgersi di niente.
Non voglio l’aiuto di nessuno, eppure potrebbe essere inconsciamente ciò di cui avrei davvero bisogno se solo non fossi così…insensibile.

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11 thoughts on “L’unico modo che ho di sopravvivere

  1. Mi ci vedo quasi allo specchio anche se c’è un particolare fondamentale che ci distingue, la sensibilità. Quella non l’ho ancora persa ma sono sulla buona strada, sperando di esserlo anch’io nel più breve tempo possibile. Diventare insensibili, secondo me, è indice di maturità. In questa società ipocrita e cattiva è l’unico modo per non dannarsi l’anima. Comunque, tutti abbiamo bisogno di qualcuno che ci aiuti (intendo moralmente), il problema è trovare la persona giusta. Ciao da Marco

    • Forse non dovrei dirlo,non sarebbe il messaggio migliore da far passare,ma nonostante tutto per affrontare la vita l’insensibilità é lo strumento più utile . Anche se ci impone scelte non facili. Forse hai ragione tu , ci sarà bisogno di trovare una persona su cui fare costante riferimento. Prima o poi.

  2. Anche io ho pensato delle volte di diventare insensibile, visto che essere così sensibile a ogni cosa mi ha sempre portato parecchia sofferenza. Però non fa parte di me.
    Ma sono curiosa e vorrei chiederti una cosa: tu che ti consideri insensibile, ti aiuta davvero a non soffrire? O è solo una specie di copertura per tenerti al sicuro dalle emozioni, quando in realtà l’uomo è di natura sensibile ed empatico. Credo che “l’insensibilità” sia il tuo modo di soffrire in silenzio, e di essere, paradossalmente, sensibile alle emozioni.
    buona serata :)

    • Eh, ottima domanda.
      Insensibile fino in fondo non lo saró mai, spero, ma col tempo che passa mi avvicino. Se dovessi dirti a che punto credo di essere ora, penso di essere davvero insensibile verso le mie di sofferenze e riesco a silenziarle, mentre sono piú sensibile al dolore altrui anche se non lo do a vedere (sai, la classica sitiazione del ‘vorrei poter fare qualcosa per qualcuno ma..’)
      Spero per te che non cambierai troppo anche se immagino che essere molto sensibili sia una specie di condanna. Ma anche chi sta all’estremo opposto non se la passa bene. Sul momento l’essere insensibile mi salva mentre forse mentre tu esteriorizzeresti subito quello che senti, peró io alla lunga accumulo accumulo accumulo..e lí stanno i guai.

      • Capisco…diciamo che non è piacevole essere in nessuno dei due poli opposti. Ci vorrebbe una persona fidata con cui condividere le proprie emozioni. Le sofferenze fanno meno paura viste insieme a qualcuno. Accumulare tutto ti farà solo esplodere, come dici tu, secondo me se provassi a esternare quello che senti ti sentiresti un pò più libero. Spero che tu non finisca per diventare completamente insensibile perché poi ti terresti a distanza anche dalle belle emozioni, e questo è uno spreco.

      • Questo è vero, però trovare il punto di equilibrio è difficile. Mi verrebbe da chiedere a te come vivi la tua ipersensibilità, se potendo non vorresti modificarla. Perchè in realtà nemmeno la mia è innata, l’ho costruita quando ero più piccolo per difendermi.

        • Io in realtà sono un po’ anomala. Se uno mi conosce così in generale sicuramente pensa che sono sensibile, ma in realtà non si accorge quanto. Per cui soffro in silenzio. Faccio finta di fare la persona insensibile e fredda (e purtroppo mi riesce piuttosto bene agli occhi degli altri) quando in realtà sono esattamente l’opposto. Questo è il mio modo di difendermi, anche se non è che funzioni molto, credo sia più efficace il tuo. Non credo di voler cambiare il mio grado di sensibilità, vorrei solo viverla in modo diverso imparando ad essere più spontanea e a non nascondere troppo le mie emozioni agli altri.
          Comunque, grazie per il piacevole scambio di opinioni :)

  3. la mia storia è veramente tragica, non la racconto ma dico solo che non ho più rapporti con la mia famiglia dopo essere stata diseredata da mio padre, deceduto,con il tacito accordo dei miei fratelli e di mia madre. duro colpo, da aggiungere a tanti altri. Adesso mi accorgo che non riesco più a godere delle gioie quotidiane, non riesco a provare amore profondo per mia figlia di nove anni , è terribile,la bacio, l’accudisco e le dico d’amarla, ma non provo quella sensazione forte che provavo anni fa. Mi sento privata di una parte essenziale di me. Non è piacevole, ma non so come rimediare.

    • Mi dispiace, è veramente una brutta storia. Però non colgo il diretto collegamento tra la storia familiare che hai alle spalle e il fatto di non provare amore profondo per tua figlia. Sei diventata così insensibile ai rapporti umani? Non percepisci lei come estranea al tuo passato, al tuo dolore? Io non ho figli per ora. Forse la mia è solo morbosa curiosità.

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