Due perle giornaliere

Potrei mettermi a scrivere un altro post su tutte le cose che mi hanno mandato in bestia anche oggi, ma, visto che sicuramente voi potreste fare lo stesso e se state impiegando del tempo prezioso leggendo cos’hanno da dire i casi umani che followate :) non avete certo voglia di essere trascinati in una spirale di ansia immotivata a causa mia, quindi vi rendo partecipi di due cose più o meno simpatiche che mi sono accadute nelle ultime 24 ore.

1) Ieri sera ho letto il post di una blogger che parlava (male) di Instagram. Per chi (beato lui/lei) non sapesse di cosa sto parlando, Instagram è una app social per smartphone tutto incentrata sul pubblicare proprie foto, commentare quelle altrui e esprimere il proprio eventuale gradimento.
Si può pubblicare qualsiasi cosa, nei limiti della decenza, ma è ovvio che il 98,76% degli utenti lo utilizza per mettersi un po’ in mostra.
Non c’è niente di male in fondo, è una cosa per lo più da ragazzini, immersi come sono nel mondo del web e del social (parlo come se fossi nel pieno della terza età, ma il fatto è che quella a cui mi riferisco è la generazione “nuova” subito successiva alla mia. Quella degli under 18 insomma). Vabbè il punto è che leggendo quel post mi è venuta la curiosità di scoprire Instagram e ieri notte con gran circospezione e senza dire niente a nessuno mi sono registrato.
Ovviamente ho usato un nome falso per non essere rintracciato dai miei conoscenti, dopodichè ho caricato qualche foto “giusta” mia e sono andato a dormire (ok dai, sto esagerando un po’ da solo la cosa, non sono affatto una persona vuota ed egocentrica come probabilmente state pensando in questo momento…Volevo solo dire che ho caricato qualche foto con un loro perché..In una sorrido pure senza sembrare un cretino!).

Al mattino ho scoperto:

1) che il telefono era scarico perché l’avevo lasciato acceso con lo switch del wi-fi attivo, cosa che mi ha letteralmente mangiato la batteria.

2) che avevo qualcosa come 173 notifiche su Instagram. Non capivo un accidente, sulla mia homepage apparivano icone ovunque: likes alle foto, commenti improbabili che eviterei di riportare, spam vario, cose che non ho ancora capito che siano.
Giuro che ho impiegato l’intera pausa pranzo a districarmi su quella dannata applicazione. Mi sono messo a vedere un po’ chi erano queste persone che avevano tanto interesse per me, se erano uomini, donne, animali o cyborg.
Alla fine erano per ¾ ragazze (e qua il mio ego è schizzato a più cento punti), la maggior parte tra i 16 e i 21 anni. Ok, una buona percentuale lo faceva per il meccanismo “follow me-follow back”, ma ce n’erano molte altre di troppo insistenti.
La cosa che mi incuriosiva era vedere da dove provenivano. A occhio e croce la maggioranza erano americane (vabbè facile, gli yankee sono i padroni del mondo) seguite dalle europee. C’era un numero spropositato di donne finlandesi (spropositato visto il numero di abitanti della Finlandia: credo proprio che ogni finnico abbia un account Instagram). Ero così preso che per un attimo stavo per andare da un mio collega col doppio dei miei anni a dirgli “Oh, ma sai che questa ventenne biondina di Uppsala mi trova interessante?”.
Alla fine della fiera ero un sacco stordito da questa immersione in un mondo che non è proprio il mio. Sì, sono moderatamente “social”, ma non certo a quel livello.
Sono tornato a casa stasera evitando l’iniziale proposito di chiedere ferie per una settimana e andarmene su in Finlandia, visto che pare apprezzino.
La ragione ha prevalso alla fine, anche se a fatica.

2) Ero su whatsapp per vedere se eliminare alcuni contatti di cui mi interessa poco (lo so, oggi giornata informatica, ma è la piaga della modernità che ci vogliamo fare) e ho trovato il contatto di una ragazza cilena che ho conosciuto questa estate.
Tralascio come e quando l’ho conosciuta, anche se è una di quelle solite storielle di mezza estate che fanno sorridere.
Dopo averla conosciuta lei ha insistito per lasciarmi il suo numero, anche se non avevo esattamente nei miei piani di chiamare una 19enne che vive a diverse migliaia di chilometri e a un oceano di distanza da me.
La cosa che oggi mi è balzata agli occhi era lo stato che aveva impostato.

Screenshot_2013-09-20-10-39-39

Non ho studiato spagnolo, ma la traduzione non è difficile. Da me oggi era una giornata tersa, ma fresca, soprattutto di mattina. Quindi è stato automatico che scrivessi a questa ragazza, insultandola bonariamente per la fortuna che si ritrovava. Lei per risposta mi ha inviato una foto della “playa” da quattro soldi che si trova dietro casa sua.
Non vi carico la foto perché vi verrebbe una botta di invidia di proporzioni galattiche come quella che ho provato io.

P.s. So benissimo che avete notato che il contatto è salvato come “Chile-e il suo nome“. Sono una brutta persona, lo so. E’ che altrimenti non sarei riuscito a contestualizzare questa signorina una volta passati mesi dal nostro incontro.

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12 thoughts on “Due perle giornaliere

  1. Funny thing about that is che scrivendo un post contro Instagram e balle varie (se ti riferivi a me) ti ho ispirato l’idea di provarlo. Non sono per niente convincente, mannaggiammè. Per fortuna non ho fatto marketing o qualcosa del genere, otterrei l’effetto opposto :/

    Ho visto solo ora questo post, ovviamente se l’avessi visto prima avrei scritto qui “figo il nuovo gravatar”, che questo mi pare il contesto appropriato.

  2. Post simpatico :-). E no, non sei una cattiva persona per come rinomini i contatti. Certe mie amiche danno di quei nomi ad amici di amici, che ti evitò ;-) . Attenzione, Instagram crea dipendenza, così come FB e altre corbellerie sociale. E guarda che in Finlandia hanno banda larga ovunque, anche probabilmente nei pressi del circolo polare artico :-)
    A presto!

    • Ah ecco spiegato il fenomeno delle Finlandesi! Grazie, sono contento che l’hai letto nella giusta chiave, non volevo sembrare il solito maschietto cretino..sono solo due cose che mi hanno fatto sorridere.
      Sono sicuro che voi donne ci rinominate nei peggiori modi. Tremo all’idea di come potrei essere chiamato io nella rubrica di alcune mie conoscenti.
      Ciao :)

  3. L’ha ribloggato su Julian Vlade ha commentato:
    Ahò, è più forte de me, te devo ribloggà, non posso farne a meno, me fai scompiscià! :-D
    Tu poi, per carità, dì pure che non sapresti da che parte cominciare, a proposito del libro che ti suggerivo l’altro giorno. E’ un tuo pieno diritto, oltre al fatto che magari nte può fregà de meno.
    Io però un tuo libro sulle bancarelle o su qualche vetrina on-line (o in entrambi i luoghi, of course) ce lo vedrei bene assai. Cosa scrivere? Hai già scritto, stai scrivendo, da qui a Natale se mantieni questo ritmo avrai già tanto di quel materiale da copia-incollare su Word per comporre un libro con i tuoi post, il testo solo più da formattare un pochino, per poi inviare il tutto ad un sito di auto-pubblicazione gratuita on-demand, ed il gioco è fatto. Se poi ci metti in copertina sto nuovo Gravatar, altro che le finlandesi, non potrai più uscire di casa! ;-)
    Anzi, te la butto lì, così faccio anche un mio personale outing a beneficio dei miei lettori, al momento ancora inconsapevoli di ciò che da parte mia li attende (e non vuole essere una minaccia :-) ): del tuo libro mi offro di scrivere la prefazione, se ti farà piacere.
    Ma soprattutto, a te chiedo fin d’ora di scrivere quella del mio.
    Una raccolta di racconti inediti, che conto di fare uscire entro non più di un anno (chiaro che prima te la fo leggere, sennò cosa prefazioni). Autopubblicata, of course, e ti dico anche su quale sito (l’ho già utilizzato con ottimi risultati, altri miei amici l’hanno fatto con risultati anche migliori): http://www.lulu.com
    Hai la facoltà di rifiutare, si capisce, ma è ovvio che mi auguro il contrario ;-)

    • Continuo a pensare che tu sia un pò troppo ottimista nei miei confronti, amico mio. Io e la scrittura creativa siamo due insiemi che non si sono mai intersecati finora nella mia vita. Ma nemmeno di striscio. E poi per scrivere ci vorrebbe un’idea coerente,no? Io scrivo post che non c’entrano nulla l’uno con l’altro (d’altronde il sottotitolo del mio blog parla chiaro) quindi no, non fa per me. Almeno per ora. Ecco, facciamo così: metto in un cassetto questa tua idea e la tirerò fuori fra qualche tempo per rivalutarla. E’ poco, ma fossi nei miei panni capiresti che è già molto.
      Quindi è molto meglio per tutti se a portare a termine questo libro sia tu. Un pò mi sorprende che chieda a me di farti la prefazione visto che sicuramente conoscerai qualcuno più affidabile e rodato..e comunque non posso che accettare di provare a farla, è chiaro (anche se il mio stile grosso modo hai capito qual’è, quindi valuta tu il da farsi. Se il tuo è un libro di fisica quantistica direi che non sono io il tuo uomo). :)
      Ah, se bastasse un gravatar allo scopo, tempesterei la Finlandia o qualsiasi altra nazione con i volantini con la mia faccia sopra tipo D’Annunzio

      • Non per desiderio di contraddirti, ma per sincero apprezzamento del tuo stile e dei contenuti che esprimi, osservo che un’idea coerente ce l’hai eccome: è di te stesso, delle tue sensazioni e delle tue giornate che scrivi, e lo fai (a mio modesto parere, neanch’io sono un esperto di scrittura creativa, amo leggere e scrivere e tanto mi basta :-) ) in un modo piacevole e accattivante. O per caso temi che chiederei al primo che passa di scrivere una prefazione a qualcosa di mio, di cui sono gelosissimo? ;-)
        Quanto al fatto di essere più o meno qualificato, ti dirò: io ho rispetto solo dei gradi conquistati sul campo, e in questo trovo che tu abbia stoffa da vendere, dunque la mia richiesta è una logica conseguenza :-)
        Mi intriga assai questa idea, che sia un altro blogger, un ragazzo di cui non conosco nemmeno il nome ma del quale apprezzo idee e scrittura, ad introdurre una raccolta di mie storie. Niente fisica quantistica, io narro di imprese epiche e umani drammi e sentimenti: diciamo una space opera, roba melensa insomma :-) Starà a me cercare di renderla interessante… ed alla tua prefazione di contribuire a renderla vendibile :-D
        Prossimamente posterò qualche anticipazione sul mio nuovo blog “a tema” collegato a quello generalista, e sul quale al momento ho messo solo alcune foto di una location per me assai suggestiva… chissà se qualcuno la riconosce.
        Sono lieto che tu abbia accettato la sfida. Ora non mi rimane che scriverle, ste benedette storie :-D

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