Oggi è l’11 settembre

Già, oggi è l’undici di settembre. Vi dice niente? A me sì, e non perchè oggi sia l’anniversario di matrimonio dei miei, cosa che di per sè dimenticherei facilmente come qualsiasi altra data o ricorrenza.

Se vi scrivo la data all’americana vi balzerà facilmente agli occhi il motivo: 09/11/2001.

Sono trascorsi dodici anni  e nemmeno ci accorgiamo di quanto le nostre vite siano cambiate nel corso di un singolo fottutissimo giorno. Prima dell’attentato alle Twin Towers a al Pentagono nessuno di noi conosceva termini come terrorismo, Al Quaeda, strategia del terrore, fondamentalismo islamico, guerra globale, Bin Laden… Prendere un aereo era semplice e veloce come salire sul bus, non c’erano le lunghe procedure di imbarco attuali.

11 settembre 2011.

Vi ricordate dove eravate quel giorno? Io sì ed è una cosa strana, perchè avevo undici anni e sono uno di quelli con pochissimi ricordi di infanzia e adolescenza. Non ho una grande memoria delle cose che riguardano quei periodi. Ma quel giorno lo conosco a memoria, non ho mai dimenticato dov’ero e cosa facevo. E’ come se potessi rivedere la scena in terza persona, come se fossi il regista di un film. 

Gli attacchi devono essere accaduti di sera o al tardo pomeriggio, perchè ricordo che quando sono rientrato a casa quel giorno dopo gli allenamenti ho trovato mia madre in piedi davanti alla Tv, con una mano premuta sulla bocca. Ho capito subito che si trattava di qualcosa di grosso, perchè i miei guardano pochissima Tv, esclusivamente il Tg e un film in prima serata se ne vale la pena. Quindi se il piccolo schermo è acceso in un orario diverso da questi è perchè c’è stato un evento straordinario da seguire nelle breaking news. Lo fanno anche adesso. 

E quel giorno la Tv era accesa. Cazzo se era accesa.

Sono entrato in salotto proprio nel momento del crollo della Torre Nord. Avevo un’espressione ebete addosso e all’inizio quasi sorridevo. Me ne vergogno come un ladro ripensandoci ora, ma il fatto è che non mi sembrava reale. Non avevo mai visto cose come quelle. Ero sicuro si trattasse di uno dei film di guerra che tanto mi piaceva guardare alla televisione. Purtroppo era tutto vero. Le lamiere che si accartocciavano, lo stridere dell’acciaio, i calcinacci, le persone che si lanciavano dalle finestre.

Io da quel giorno ho cambiato il mio modo di pensare alla vita e all’essere umano, sarò sincero.

Non voglio giudicare. Non crediate che sia un pacifista sfegatato, perchè a volte mi rendo conto che senza un intervento forte, deciso e dall’alto certe situazioni non potranno mai risolversi da sole sperando che l’uomo ritrovi d’improvviso un briciolo di buon senso. Non so chi sono i diretti responsabili degli attentati, i teorici del complotto dicono che siano stati gli stessi americani a farlo per avere poi la giustificazione a fare la guerra in Medio Oriente per il petrolio.

Chiunque sia stato, gli auguro una vita infernale, in questo mondo o nell’altro, se ci crede.

Io nel mio piccolo mando 2.752 pensieri di affetto. Uno per ogni innocente che ha avuto solamente la sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato, al momento sbagliato, quando la storia ha deciso di cambiare il suo corso per sempre.

 

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7 thoughts on “Oggi è l’11 settembre

  1. Io avevo 8 anni. Le Torri Gemelle mi hanno interrotto Bim Bum Bam. Non sapevo neanche cosa fossero. Non sapevo neanche cosa fosse l’America, quasi.
    Ora un po’ lo so, e…ecco, sì, mi dispiace solo per le persone che, senza avere alcuna colpa né alcun peso negli intrighi internazionali, hanno perso la vita, un giorno come un altro.

  2. L’ha ribloggato su Julian Vlade ha commentato:
    Anch’io mi ricordo perfettamente di quel giorno. Tornavo in ufficio da una trasferta di lavoro, trovai il mio capo nella propria stanza, al fondo di un lungo corridoio, intento ad ascoltare la radio con un’espressione che non ho mai dimenticato. Stava succedendo qualcosa di inimmaginabile per quel fin lì placido pomeriggio di settembre, un evento paragonabile allo scoppio di una guerra mondiale. La prima Torre era appena venuta giù. Nel resto degli uffici la notizia non si era ancora diffusa, ma quella strana atmosfera di ineluttabilità non tardò a contagiare tutti, i giovani e i meno giovani come ero io a 30 anni in mezzo a ragazzi di 20 o poco più. Una volta a casa, la serata fu tutta incollata alla tv, a guardare e riguardare le immagini di qualcosa a cui non potevo credere, le persone che si buttavano dal tetto degli edifici fluttuando come carta per non morire lassù, scegliendo di ricongiungersi al terreno da un’altezza a cui di solito volano solo le aquile. Dalla terra venite e alla terra ritornerete. Terribile vederlo in diretta alla televisione. Terribile scoprire come la realtà di una tragedia, o per meglio dire di una follia, di tali proporzioni, anche se consumata ad un oceano di distanza, poteva irrompere nella vita di tutti i giorni, a chiedere il proprio tributo di attenzione e consapevolezza, come uno sparo alla tempia. Fu il giorno più nero che avessi mai vissuto fino ad allora, ed è rimasto il più nero che abbia vissuto fra quelli che non riguardino questioni mie personali. Ringrazio l’amico blogger di Nessun filtro ! per aver scritto il pezzo che vado a riproporvi, ed avermi rammentato un doveroso momento di riflessione su questa dolorosa ricorrenza.

    • Bellissima descrizione la tua, di un momento orribile. L’hai raccontata dandole i giusti toni di drammaticità e insensatezza: d’altronde come si potrebbe fare altrimenti? Grazie a te per aver condiviso queste parole

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