Ho incontrato la bambina più bella del mondo

Era mercoledì sera ed ero al cinema con una mia amica. Non sapevamo nemmeno quale film andare a vedere, l’importante era uscire un pò, tanto per distrarci.
Ci siamo messi in fila alla biglietteria e davanti a noi ci siamo trovati una mamma che teneva per mano sua figlia. Avrà avuto dieci anni o poco più e quando sua madre le ha lasciato la mano per parlare con la ragazza della biglietteria lei si è voltata verso di noi. Teneva le mani strette davanti a sè con le dita incrociate, forse era nervosa per la confusione e disorientata per aver perso la presa con la mamma. Era una cosina piccola e graziosa, con i capelli castani raccolti in una coda alta. Una bella bambina, insomma. Ma si dice che si è tutti belli da bambini, quindi non so se il mio è un giudizio obiettivo…
Quando la bambina alza lo sguardo e mi nota vedo che inizia a gesticolare in mia direzione. Non erano dei gesti casuali o infantili, c’era una logica nel modo in cui muoveva le mani. Ho pensato che stesse salutando un suo amichetto che si trovava da qualche parte dietro di me, ma io e la mia amica eravamo gli ultimi della fila. D’altronde in una sera ancora estiva di mercoledì i cinema non sono molto affollati.
La bambina continuava a muovere le dita, guardandomi fisso negli occhi.
Ad un tratto ho riconosciuti alcuni di quei segni, li avevo già visti da qualche parte. E’ lì che ho capito il motivo di quello che stava facendo e un brivido mi è corso su per la schiena. Quella bambina era affetta da mutismo. Cercava di comunicare con il linguaggio dei segni, ma io non lo conoscevo e mi sono sentito stupido. Prima che sua madre ritirasse i biglietti e la riprendesse per mano la bambina, intuendo forse che non riuscivo a capire cosa mi stesse dicendo, ha fatto il segno del cuore con le mani. Quello che fanno tutti i calciatori dopo un goal e che fa anche David Guetta quando è in console. Quello che fa tanto trendy. Non sapevo cosa mi volesse dire, forse manifestava la sua innocente simpatia di bambina verso di me, oppure mi stava chiedendo se l’amica con cui mi trovavo era la mia ragazza. Non lo so, non mi importa. Le ho sorriso e fatto il segno del cuore in risposta.
La mia amica non ha fiatato per tutto il tempo di quella scena. Mentre mi dirigevo verso la sala 3, quella della proiezione del nostro film, non ho potuto fare a meno di pensare con ipocrisia, come fanno tutti in situazioni come quelle, a quanto tutto sommato sono fortunato a vivere la mia vita e a quanto sono stupide le mie preoccupazioni: gli anni passati a litigare con la mia famiglia fino a quando non me ne sono andato, l’avercela con mio padre fondamentalmente perchè ho paura di assomigliargli troppo, le amicizie sbagliate, le ragazze a cui al primo appuntamento mento sempre dicendo loro che “sono pronto a cambiare se incontro quella giusta” quando invece so benissimo che non ho intenzione di farlo… Tutte cazzate in confronto.
Giuro che non so nemmeno la trama del film che poi ho visto quella sera, la mia mente non poteva non tornare ogni dieci secondi alla bambina che gesticolava perchè non poteva parlare. Eppure sembrava così felice. Forse lo era davvero. Alla fine, nonostante il vortice di emozioni che mi aveva provocato quell’incontro, mi sentivo sereno. Una sensazione stranissima mi pervadeva, come se quella bambina mi aveva trasmesso un pò della sua serenità, che a me tanto manca nella vita di tutti i giorni, congiungendo le dita a forma di cuore. Quando ho riportato la mia amica a casa prima di scendere ho dovuto chiederglielo:

<<Anche tu stai ancora pensando alla bambina della biglietteria?>>

<<E come potrei non farlo?>>

Già, come avrebbe potuto non farlo.

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10 thoughts on “Ho incontrato la bambina più bella del mondo

    • Vero,è un pò quello che è successo a me quella sera, e ancora oggi se ci ripenso. Zero considerazioni aggiuntive, sarebbero superflue. Sono quei casi della vita in cui dobbiamo solo stare zitti e cercare di imparare qualcosa

  1. Qualunque aggettivo suonerebbe banale, da tanto che ho apprezzato ciò che hai raccontato, e la sensibilità ed il trasporto con cui l’hai fatto. Anche se non puoi vederlo, ti sto facendo anch’io il segno del cuore con le dita.

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