Cut me loose

Il vento freddo di questo che sembra un inverno che ha bypassato l’autunno, senza avvisare nessuno delle sue intenzioni, mi taglia il viso. Sono appena tornato da una stanza d’albergo da 45 euro, dall’ennesimo sesso con una persona con la quale l’aspetto esteriore e la momentanea gratificazione fisica sono l’unica cosa che consapevolmente ci accomuna e, come mi succede sempre più spesso, mi sento un po’ vuoto dentro. Non è ovviamente un senso di colpa, è più come la sensazione che il margine di un buco nero si stia ampliando e io sia la supernova più vicina alla sua traiettoria. Non riesco a tornare nella mia orbita,non che in realtà io sia sicuro di quale sia.

Da qualche tempo ho riallacciato i rapporti con la mia vecchia vicina di casa, che vecchia non lo è affatto, considerando che è poco più che maggiorenne. Rappresenta la mia vecchia vita, questo sì, quando pensavo di aver già trovato una strada, mentre in realtà percorrevo a cento all’ora un vicolo cieco in attesa di un inevitabile schianto. Ora sto risalendo e sto piuttosto bene, digrignando certo i denti ma prendendomi talvolta pure pezzi di quello che mi piace e su cui posso mettere le mani sopra.

Per incontrarla ho dovuto fare un’ampia deviazione lungo il tragitto per casa, ma non mi pesa, non stasera. Non voglio stare solo coi miei pensieri. Ho portato un cartone con alcuni tranci di pizza presi al volo in un posto a caso sulla strada, perchè so già che sua madre non è a casa nonostante sia quasi ora di cena. Non lo era mai, non credo le cose siano potute cambiare in un paio di anni. Al massimo sarà cambiata la marca di sigarette che fuma avidamente, da sola sotto il porticato, stretta nelle sue felpe scolorite.

Non sbagliavo. Le fa piacere vedere me almeno quanto vedere la pizza.

Ci sediamo a tavola e lei inizia a tempestarmi di domande mentre addenta già la prima porzione, mentre io temporeggio, non avendo molta fame. Quando faccio sport o attività fisica lo stomaco tende a chiudersi per la tensione. Come ai vecchi tempi, le piace da morire il gossip. Si è fatta davvero grande, ora intravedo in lei un bozzolo ben definito di donna, anche nel modo in cui si sistema quella ciocca di capelli ribelle dietro l’orecchio. Potere degli ormoni.

“A lezione nel mio corso c’è una ragazza che penso ti piacerebbe. Mi ricordo com’era il tuo tipo ideale, sai?”

“Bella da fare schifo e tremenda caratterialmente?”

“Più o meno. Però è anche altissima. A te ci vuole una ragazza alta, almeno uno e settantacinque.”

Mi viene da ridere perchè questa cosa della disparità di altezza tra uomo e donna la associo sempre automaticamente a quell’antico adagio che dice che…

“…da distesi siamo alti tutti uguali?”

Ecco.

La pizza di scarsa qualità mi fa spesso gonfiare un punto del palato ben preciso, a contatto con la gengiva superiore. Sarà per il calore, oppure per l’eccesso di sale. Sono poche le pizze che mi soddisfano a livello di impasto. Ce n’era una che per alcuni mesi avevo preso a mangiare. All’inizio dubitavo che mi sarei affezionato a quel locale, per me uno valeva l’altro e inoltre mi spaventava cambiare la mia routine. Il pizzaiolo non era italiano. Invece la pizza era buonissima, a dispetto delle apparenze, della semplicità degli ingredienti e di un locale piuttosto spoglio e rustico. Ero felice, in quel periodo, più di quanto credessi. Poi le cose sono cambiate e ho dovuto cambiare pizzeria, anche se non per mia scelta. Ora girovago a casaccio, attratto più dai nomi e dalle insegne, belle e colorate, magari a volta fallaci e foriere di prodotti di scarsa qualità. Avevo anche pensato ad un certo punto di mutare abitudini alimentari, o se non altro darmi una pausa riflessiva dalla pizza. Il problema è che mi piace e non so farne a meno, a lungo andare.

whoareu2

Soundtrack: LP- Lost on you