Prendere o lasciare?

Io non ho difetti…

Ok, scherzo. Rewind.

Io ho una caterva di difetti inframmezzati saltuariamente da qualche sbrilluccicante pregio. Uno dei peggiori guai, a mio avviso, è che sono ossessionato dal controllo delle variabili. Se non ho la situazione sotto controllo in ogni momento, se non conosco i rischi, le possibili conseguenze e le probabilità di successo, exit strategies comprese, sto sinceramente male. Vivo male. Somatizzo e mi ghiaccio tipo Uomo di Similaun, persona con la quale probabilmente condividevo altro oltre che l’innegabile stile che mi consente di acchiappare le femmine.

Di conseguenza, non sono evidentemente una persona che ama il rischio, nel bene e nel male.

E’ un bene perchè dubito io possa mai diventare un ludopatico e sperperare i miei (pochi) danari al Bingo, perchè mi verrebbe l’orticaria chiedendomi se la vecchia al tavolo accanto al mio che ha appena fatto ambo sia una specie di Rain Man in grado di dominare le variabili del gioco meglio della mia giovine mente.
E’ un male perchè alla lunga potrei diventare un ignavo e Alighieri ha già profetizzato che mi toccheranno le fiamme dell’inferno e le punzecchiature al sedere con la forca da parte di Belzebù.

Non azzardare le scelte per paura dell’ignoto ed approntarmi una vita ricolma di rimpianti, questo è il mio possibile scenario, chi voglio prendere in giro. Non sarei il tipo di persona che si vive un pò di ignoto, quel tanto che basta per dare del sale alla vita quotidiana che, diciamocelo in franchezza, è leggermente scondita, per me come per tutti gli altri, altrimenti non sarebbe quotidiana routine, appunto.

In questo periodo della mia vita strano, bruttino, attorcigliato, pieno di dubbi e domande in atavica carenza di risposte, la cosa paradossale è che è evidente come la vita mi stia sbattendo in faccia un numero importante di situazioni in aut- aut.

Prendi o lasci? Lasci o raddoppi? Raddoppi o perdi tutto?

E io mi svegliato una mattina dicendomi che onestamente sono scocciato di essere così, quindi mi imporrò di prendere delle decisioni alla svelta, magari correndo qualche piccolo rischio non calcolato. Se va bene, ottimo, se va male almeno non avrò altri dubbi da aggiungere alla collezione.
Perchè altrimenti, a furia di “non lo so”, non troverò mai il lavoro che mi appaghi e non mi serva solo per evitare di finire a vivere sotto a un ponte, non troverò mai la forza di mandare a quel paese un sacco di persone dannose per la mia esistenza, non mi innamorerò mai di una sconosciuta perchè in lei c’è anche un solo elemento che mi preoccupa in mezzo a duecento cose che mi piacciono.

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