Calura estiva

Tra le cose insolite che ho fatto nelle ultime settimane c’è anche quello di averti fermata sulle scale appena fuori dall’ufficio per chiederti se eri una mia nuova collega. Chiaramente non lo eri, ma mi serviva una scusa per bloccarti un attimo, anche perchè avevo l’impressione di averti già vista, se non addirittura di averti conosciuta. Fuochino. Secondo te non ci eravamo mai visti, però un pò ridevi già, come fanno tutte le donne del mondo quando sono sorprese e grossomodo non dispiacete loro, a primo impatto. La teoria dei primi decisivi trenta secondi delle donne.
Poi ho scoperto che io lo sapevo già chi eri, seppure senza aver mai associato il tuo volto alle storie che mi raccontava Marco un annetto fa. Di quella ragazza per cui si era letteralmente perso, con cui era stato assieme per alcuni mesi, per poi lasciarsi, tornare assieme e lasciarsi di nuovo.
Marco è un mio ottimo amico, anche se ci vediamo molto poco ultimamente.
Ci aggiorniamo spesso per telefono, però. Io al suo ultimo messaggio che mi chiedeva se ho delle novità in fatto di ragazze ho risposto “Qualche prospettiva”.
La prospettiva poteva essere quella biondina simpatica, ma con le sopracciglia rifatte male che ho conosciuto al mare lo scorso weekend, ma forse non è così.

La calura mi fa anche straparlare un pochino, nonostante io parli il minimo indispensabile di solito.
Elena, Elena, Elena. Ti dovevo vedere a quattr’occhi approfittando che del fatto che ti fermavi in città due giorni prima di tornare verso casa.
Ora che siamo seduti al tavolino di questo locale e ci godiamo quel minimo di brezza che ci regala la notte di questo giovedì ormai imminente, tu non lo sai, sto valutando che cosa vorrei fare di te. Con te. E’ uno di quei casi in cui non mi sta passando nemmeno per l’anticamera del cervello di provare a fare di te la mia fidanzata, e ci siamo intesi. Secondo me, da come giocherelli con il bicchiere e mi racconti di te, tradendo di tanto in tanto il tic di accompagnare i punti salienti del discorso con una sgranata di occhi, anche tu stai iniziando a valutare l’idea.
Conosco già abbastanza di te per sentito dire, che sei una viziatella vagamente rompicoglioni, eppure al momento preferisco pensare che è uno spreco che dobbiamo tenere le labbra appoggiate sui rispettivi bicchieri e non le une appiccicate alle altre.
O che le spalline di quel vestitino a fiori potrebbero pure scivolare giù, quando nel nord Italia arriveranno le prime correnti ventilate a raffreddare queste giornate torride.

“Backseat serenade
little hand grenade.
Oh god, I’m sick of sleeping alone
You’re salty like a summer day.
Kiss the pain away
to your radio.”

Soundtrack: ALL TIME LOW- BACKSEAT SERENADE