A me mi piace il San Valentino.

La cosa in assoluto più banale che potessi fare in questo periodo dell’anno è scrivere un post sull’imminente San Valentino. Infatti, in controtendenza, scriverò un testo proprio legato a San Valentino.
C’è un non so che di talmente sciocco che si concentra in un’unica giornata, ma che dico, serata, che anche al più ferreo degli asceti verrebbe voglia di far volare due schiaffi ben assestati qua e là.
Tralasciamo il fatto che, cadendo di sabato la ricorrenza, quest’anno assisterò nuovamente a quel fenomeno che io chiamo “del Palio di Siena”, quando ad un certo punto del tardo pomeriggio-inizio sera si assisterà ad una diaspora che in confronto la scissione tra Romano Impero d’Occidente e d’Oriente era una riunione condominiale e niente più: al centro della scena rimarranno le coppie, che invaderanno ogni locale possibile per scambiarsi pubblicamente sguardi languidi, mazzi di cioccolatini e confezioni di rose (o il contrario? L’essere single mi confonde su questi particolari), mentre tutti gli “spaiati” se ne usciranno scappando per la porticina destinata agli sconfitti dall’ipotetica Piazza del Campo che si è venuta a formare.
Si tratta proprio di fuga. Viva la fuga! (semicit.)
Qui c’è da puntualizzare che io non scapperò di certo, ma me ne andrò con calma e con la velocità che pare a me, anche perchè domani sera a quell’ora avrò appena finito di disputare la mia partita di campionato e, quindi, mi berrò la mia meritata birra con i miei tempi. Senza considerare che avrò ancora in circolo una buona dose di adrenalina per l’ora di cena, il che comporterà il concreto rischio fisico di produrmi in legnate per il primo pakistano che nonostante mi veda solo verrà a propormi l’acquisto di fiori di plastica o per il primo Lui che indossa un papillon e degli occhiali spiritosi a forma di cuore.
Attenzione, io non sono invidioso delle coppie di innamorati. Cioè, un pò potrei pure esserlo in certe occasioni, come quando ragiono che loro possono senza sforzi decidere di copulare mentre io devo ingegnarmi qualcosa solo per arrivare vicino alla terza base, ma questo è fisiologico, non patologico. Non sento l’estrema necessità di avere una fidanzata al momento. Certo, mi pare di sentirli i Grilli Parlanti, quindi a scanso di equivoci ammetto che so per certo che un giorno la vorrò, e l’avrò.

A me certe cose mancano, sia nel senso che avendole avuto le rimpiango, sia nel senso che non le ho e basta.
Penso ogni tanto alla mia vicina di casa di qualche tempo fa. Lei si che mi manca ed invece quando la vedevo praticamente ogni giorno mi sembrava solo un’adolescente petulante e leggermente impicciona. Chissà che starà facendo lei per San Valentino.

Mi sento molto Nick Miller del telefilm, quello lì di loro che sono coinquilini e che…coinquilinano, no? “New Girl”, ecco. Vivo in bilico tra tante, troppe instabilità e incertezze, eppure credo di essere più lineare di tanti nel mio incedere lungo la mia strada (quale? Altre due birre, barista).
Quindi sono in cerca della mia Jessica Day! Pazza, entusiasta di qualsiasi cosa e ingenua? Sì, dai, fisicamente se non altro ci sta, la protagonista mi piace.
Già che ci sono passatemi ora pure un piccolo sfogo. Lancio i miei strali contro gli autori di psicodrammi amorosi. No, no e ancora no. Autori e autrici di trame strappalacrime che potrebbero funzionare SOLO E SOLTANTO SE trasportate su pellicola al cinema con protagonisti due alla Ashton Kutcher e Jennifer Aniston, sappiate che non appena iniziate a farmi aggiornamenti tipo Ansa (Ans-I-a) sull’andamento di una relazione che tutti, voi per primi, sapete perfettamente che non porteranno a nessuna conclusione accettabile, non solo vi rovinate fegato e parquet (sì, che i listelli di legno si gonfiano e spaccano se assorbono costantemente fiotti di lacrime), ma, cosa a mio avviso ben più grave, diventate meno interessanti di un botta e risposta tra Marzullo e Costanzo in terza serata, per chi vi conosce e guarda dall’esterno alla vostra situazione in maniera oggettiva.

Cosa farò io a San Valentino? Beh, la fuga non è nel mio stile. No, scherzo, prima che fischino le orecchie di qualche femmina di mia conoscenza, diciamo che la fuga DAL NEMICO non è nel mio stile. Quindi credo che me ne starò da qualche parte in cui all’ingresso non ci sia la faccia di un uomo non accompagnato con la scritta “Io non posso entrare”, troverò altre persone single e berrò. Probabilmente sarà un posto brutto e con le luci basse, come un covo di scambisti. Perchè i problemi amorosi da sempre si risolvono così.
Ops, ho detto problemi amorosi?

mancapocoasanvalentino0aenonsoancoradoveandare0aabere-default (1)