Soliti sospetti

Il mondo è una sintesi delle nostre sensazioni, delle nostre percezioni e dei nostri ricordi. È comodo pensare che esista obiettivamente, di per sé. Ma la sua semplice esistenza non basterebbe, comunque, a spiegare il fatto che esso ci appare. (Erwin Schrödinger-Mente e materia)

Prendo il bicchiere di vetro a due mani e lo stringo come dovessi sollevare il Santo Graal. Ci guardo di traverso e mi compiaccio di come il barista me l’abbia portato senza aver bisogno di tanti giri di parole, perchè quando ho bisogno della mia birra post lavoro lui sa già che marca servirmi, se mi piace ghiacciata o a temperatura ambiente, se di cassa o alla spina e se ci voglio la schiuma o no. E’ il vantaggio di avere un barista di fiducia. Avendoci lavorato anch’io dall’altra parte di un bancone conosco benissimo che tipo di rapporto si può creare con certi clienti. Il barman è sia il miglior terapeuta che il peggior nemico che possiate desiderare di trovare sulla vostra strada. E’ l’unico alchimista che ferma questo trambusto.

Con me al tavolo uno dei miei tanti amici, uno dei pochi di cui mi fidi ciecamente. Ci conosciamo da molto tempo, siamo quasi coetanei, ma conduciamo vite diverse. Adesso che lui è stato anche eletto assessore devo ricordarmi di non lasciare che inizi a parlare troppo in poltichese. Si passa una mano tra i corti capelli castani e si stropiccia gli occhi. Una lunga giornata per entrambi sta volgendo al termine. Eppure alla fine fatichiamo sempre ad andarcene da questo luogo.
Siamo amici di seconda generazione, noi due. I nostri genitori lo erano a loro volta e ogni tanto quando ci ritroviamo ne ricordiamo le gesta, perchè di tali si tratta.

-“Certo che a farlo al giorno d’oggi sarebbe incredibile…”
-“Tanto sai già che proveremo a farlo.”

Strizzo un pò gli occhi a fessura, li riapro e un abbozzo di sorriso frutto di ritrovata consapevolezza si forma ad un angolo della bocca. E’ vero, sono sempre il Solito Sospetto come il Keyser Söze.

Sountrack: The usual suspects piano OST