On route

“Che fai, incroci le braccia?”

Abbasso lo sguardo un pò sorpreso e noto che ha ragione lei, i miei avambracci sono serrati e le braccia conserte. Raramente lo faccio di mia spontanea volontà, è un gesto di chiusura involontario. Involontario come quando lei, la mia interlocutrice, sospira. Pensavo lo facesse di proposito, per riempire i silenzi, invece mi ha detto che non sono voluti. Nè sospiri d’amore, nè di rassegnazione. Sospiri e basta.
Incrociare le braccia, di tanto in tanto, fa parte di me. Sono sempre stato io il bambino più vivace di casa, quello con lo sguardo furbo, che però quando era a disagio o riteneva di aver subito un torto incrociava le braccia. Sciopero della comunicazione.

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Pochi giorni vissuti assieme ad una persona non possono dare certezze, che a volte nemmeno una vita intera basta, ma utili indicazioni, questo sì. Per quanto mi riguarda l’annotazione più significativa che ho fatto è che ho percepito la medesima sensazione che provavo ai tempi della colonia estiva, da bambino. Non volevo mai partire, poi invece al momento di chiudere la valigia e tornare a casa scoprivo di non aver più voglia di tornarmene indietro. Mi è successo anche questa volta, segno che ho fatto bene a scegliere mettermi su quel treno e partire.

Non ho idea quali indicazioni abbia tratto lei su di me, forse ho virtualmente incrociato troppe volte le braccia anche in sua presenza. Io l’ho vista con gli occhi da panda, cerchiati per la stanchezza. Lei mi ha visto cambiare inspiegabilmente umore nel corso di un pomeriggio ed avere un incubo di notte. In condizioni normali avrei nascosto queste cose da dietro la tastiera di uno smartphone, magari usando uno smile assolutamente non veritiero, ma tutto sommato va bene così, se anche quelle cose fanno parte della mia vita è giusto che abbia visto anche lei coi suoi occhi che non mentivo a raccontargliele.

La valigia è già stata chiusa e un nastro d’asfalto mi ha riportato con forza indietro alla mia realtà. Mentre penso a come aggiustare qualcuno dei miei guai mi interrogo sulla prossima tappa del mio viaggio.

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Soundtrack: Negrita- Ho imparato a sognare (è una track non veritiera, io non ho ancora imparato a sognare. Ci sto lavorando)