I am the passenger

…D’autres fois, calme plat, grand miroir. De mon désespoir.                                                                                                                                            Baudelaire

E’ una sala d’attesa bella e gradevolmente luminosa quella in cui mi trovo, con un grande lucernario in struttura lignea a dominare la vista.

Una bellissima ragazza dai lineamenti est europei sfoglia un libro in una lingua che non conosco ma che per una strana sensazione che hanno le persone nate nel bilinguismo credo potrei saper leggere, seduta su una panchina, perpendicolarmente rispetto a me. Tiene i capelli castani raccolti in una specie di chignon molto grazioso.
Ci sono pettinature che mi piace vedere su alcuni tipi di donne perchè sanno mettere in risalto la linea che corre dal lobo dell’orecchio alla mascella e poi giù alla gola. Esistono delle proporzioni in natura da rispettare, delle linee perfette e perfettamente desiderabili.

Viaggiare sui treni ultimamente è diventata un’abitudine nonostante io non sia un pendolare. Inganno il mio tempo osservando l’ecosistema umano che mi circonda, leggendo oppure ascoltando musica. In questo momento tutte e tre le cose contemporaneamente. Il libro è “La linea d’ombra” di Conrad, che mi sta piacevolmente affascinando con le sue descrizioni calde e pulsanti dei mari d’Oriente dell’Ottocento. La playlist nelle orecchie è una selezione soft e orecchiabile dedicata ad un viaggio piuttosto noioso ma allo stesso tempo snervante. Non ho compagni di viaggio a cui estorcere quattro chiacchiere.
Ci sono esperienze che vanno fatte in solitaria. La natura ci insegna che tutti dobbiamo attraversare delle fasi di svezzamento e io mi sento dentro ad una di queste. Devo forzatamente chiudere alle spalle un cancello e addentrarmi in un giardino. Ombre e promesse. Ogni svolta di questo sentiero è seducente e lo è perchè si tratta di un territorio inesplorato. Tutta l’umanità ha percorso o percorrerà questa strada che ho sotto ai piedi. Mi pare quasi di vederli, tutti quelli che mi hanno preceduto, con l’intrecciarsi di buona e cattiva sorte, rose e spine.
E’ questo il periodo della vita in cui si presentano alla porta in tedio, la sconsideratezza e l’insoddisfazione. Eros e Thanatos.
I momenti in cui alcuni compiono azioni temerarie come sposarsi all’improvviso o lasciare il proprio lavoro senza un motivo.

Il colletto della camicia mi soffoca e slaccio il primo bottone in alto per respirare meglio. Sento la giacca tirarmi dalle maniche e su fino alle spalle. Mi alzo di scatto e mi guardo riflesso in uno dei grandi vetri verticali accanto all’edicola. Le mie sensazioni non erano veritiere, sto benissimo visto da fuori e ho la fortuna di vestire assolutamente bene le giacche e le camicie.
La ragazza dai lineamenti est europei solleva un pò la testa dal libro e mi lancia un’occhiata incuriosita, facendo dondolare gli orecchini dietro al movimento del capo.
Non sa chi sono, sa che probabilmente non ci rivedremo mai più anche se oggi mi ha incrociato lungo il mio sentiero.

Soundtrack: Passenger- Iggy Pop